PALERMO – C’è il racconto della vittima e la conferma di un testimone che ha assistito agli abusi sessuali. E ci sono i referti dell’ospedale di Termini Imerese nel fascicolo della Procura per i minorenni di Palermo. Prove che hanno convinto il giudice per le indagini preliminari Alessandra Puglisi ad applicare il collocamento in comunità per due ragazzini di 14 e 15 anni. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo ad danni di un coetaneo e minacce. Il reato è aggravato dal fatto che la vittima ha meno di 14 anni.
Così sono emersi gli abusi sessuali
Il ragazzino si è confidato prima con i genitori, poi con i medici e i poliziotti del commissariato di Termini Imerese. Lo avrebbero violentato a casa di uno dei due indagati. “È successo tra sei e otto volte a partire da agosto”, ha detto la vittima.
“Era diventato aggressivo e preoccupato”
Qualche disfunzione nel comportamento e nell’apprendimento lo avrebbero reso un bersaglio vulnerabile. I genitori si sono accorti che qualcosa nel suo umore era cambiato. “Era diventato aggressivo, pensieroso e preoccupato”, hanno raccontato. Poi quella frase che ha spalancato il baratro – “la voglio fare finita” – e i malesseri fisici gli hanno fatto capire che non c’era tempo da perdere. Sono andati in ospedale e i sanitari hanno avvertito la polizia.
“Parlarne fa ancora più male”
Il pubblico ministero, supportato da un pool di psicologi, ha raccolto il suo drammatico racconto. All’inizio solo qualche cenno perché parlarne fa “ancora più male”. Uno degli indagati gli era stato presentato due anni fa dal suo migliore amico, l’altro lo aveva conosciuto in piazza.
“Preferisco che finiamo, prima finiamo meglio è”, ha spiegato. Mentre subiva gli abusi sessuali lo avrebbero minacciato con un coltello. Non doveva parlarne con nessuno altrimenti lo avrebbero “ammazzato a legnate”. Ha riferito che a volte era stato presente anche un altro amico “perché ci piaceva pure a lui guardare”.
L’amico è stato convocato dai poliziotti. All’inizio ha negato. Poi ha ammesso di “aver raccontato fino a quel momento bugie, per paura e vergogna”. Il suo racconto ha riscontrato quello della giovane vittima che ha assistito agli abusui sessuali. I due indagati nelle prossime ore saranno interrogati.

