Palermo, "abusi sessuali e niente cibo ai figli": processo da rifare

Palermo, “abusi sessuali e niente cibo ai figli”: processo da rifare

Annullata con rinvio la condanna inflitta in appello
IN CASSAZIONE
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PALERMO – Sentenza annullata con rinvio. Si dovrà celebrare un nuovo processo di appello. Lo ha deciso la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso dei legali di una coppia, gli avvocati Alessandro Musso e Salvatore Ferrante.

I genitori erano stati condannati in secondo grado: sei anni di carcere per il padre, quattro anni per la madre con la perdita della potestà genitoriale. Il primo era imputato per abusi sessuali nei confronti di una sola delle figlie, entrambi per maltrattamenti ai danni di tutte e due le figlie. Il verdetto di appello aveva ribaltato l’assoluzione di primo grado.

I fatti del processo risalgono al 2014 e vennero fuori dal confronto di una delle vittime con una maestra di sostegno. Il padre fu accusato di avere strofinato le sue parti intime contro il corpo della ragazzina dopo averla bloccata alle spalle. E poi ci sarebbero i maltrattamenti subiti assieme alla sorella: picchiate, lasciate senza cibo e costrette a fare i lavori domestici.

L’avvocato Alessandro Musso

Nel corso del processo di primo grado emerse il rapporto conflittuale con i genitori, ma anche alcuni atteggiamenti autolesionistici delle minorenni forse spinti dalla “musica satanica” che le ragazze ammisero di ascoltare.

Nei testi delle canzoni si parlava proprio del conflitto generazionale genitori-figli, con un chiaro invito alla ribellione. Il racconto delle due vittime fu giudicato non del tutto credibile, probabilmente suggestionato da questi input esterni. C’erano delle contraddizioni nella ricostruzione degli abusi sessuali. Arrivò così l’assoluzione.

L’avvocato Salvatore Ferrante

La Procura fece ricorso in appello. Le due ragazzine, parte civile con l’assistenza dell’avvocato David Grasso Castagnetta, furono risentite e ricostruirono quanto sarebbe accaduto. Furono rivalutate in chiave positive alcune frasi che, al contrario secondo la difesa, facevano emergere un piano costruito ad arte per mettere nei guai i genitori.


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