Buoni fruttiferi "rubati" alle Poste: processo trasferito a Siracusa

Buoni fruttiferi “rubati” alle Poste: processo trasferito a Siracusa

Sarebbero spariti tre milioni di euro in alcune agenzie siciliane
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PALERMO – Il processo sulla truffa dei buoni fruttiferi si sposta da Palermo a Siracusa. La quarta sezione del Tribunale ha accolto l’istanza dei difensori dei quasi cinquanta imputati, dichiarando la propria incompetenza.

Secondo l’accusa, sarebbero spariti tre milioni di euro in buoni fruttiferi da alcune agenzie di Poste italiane (parte civile nel processo) grazie allo stratagemma organizzato dai fratelli Luigi, Filippo e Gabriele Allotta, di Belmonte Mezzagno. I legali, a cominciare da Maurizio Di Marco che assiste i tre fratelli, hanno fatto rilevare che il reato più grave sarebbe stato commesso in un ufficio posate siracusano da cui sparirono 400 mila euro. Da qui il trasferimento del processo.

Gli imputati sarebbero entrati in possesso di una sessantina di buoni fruttiferi di altrettanti clienti. Quindi avrebbero duplicato la documentazione necessaria, chiesto e ottenuto di monetizzarli spacciandosi per i reali intestatari. Infine i soldi sarebbero transitati su conti correnti di appoggio aperti ad hoc.


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