Palermo, condannata la "signora dell'usura": prestiti ai vicini di casa

Palermo, condannata la “signora dell’usura”: prestiti ai vicini di casa

Il banco è saltato grazie alla denuncia di una vittima

PALERMO – La voce si era sparsa alla Zisa. Chi aveva bisogno di soldi sapeva di potere bussare alla porta di Giuseppa Massa, condannata a due anni e 8 mesi. “La signora dell’usura”, venne definita dagli investigatori. La sentenza del giudice per l’udienza preliminare Lirio Conti è in continuazione con una precedente condanna. C’è un assolto, G.R., difeso dall’avvocato Daniel Russo.

Il banco è saltato grazie alla denuncia di una vittima. Era in difficoltà economica, chiese un prestito e si ritrovò a sborsare interessi del 50%. In breve tempo non fu più in grado di restituire il denaro. Il passaggio successivo fu piazzare una microcamera nascosta nella tasca della giacca della vittima il giorno in cui andò a casa dell’imputata per restituire la cifra pattuita.

A volte era lei a cercare la vittima: “Ma dimmi una cosa ma per sapere quando tu mi devi dare i soldi che devo fare”. Il riscontro arrivò durante una perquisizione. A casa della donna trovarono un libro mastro con i nomi dei debitori e le cifre. Una trentina le vittime individuate nel primo processo chiuso con la condanna a due anni e due mesi in appello, dieci in quello arrivato ora a sentenza. In questo caso si trattava di amici e vicini di casa dell’imputata che ha confessato.


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