PALERMO –L’elenco dei condannati per droga si apre con Fabio Fernandez, già condannato in passato per l’omicidio del boss Giuseppe Calascibetta. Per alcuni imputati è venuta meno l’accusa di avere fatto parte di un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Il processo si è svolto con il rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Cristina Lo Bue.
Gli imputati e le pene
Queste le pene: Fabio Fernandez 3 anni, Gaetano Sparacio 6 anni, Giuseppe Sparacio cinque anni e 10 mesi (in continuazione con una precedente condanna), Teresa Grado 2 anni, Antonio Colelli 4 anni, Giuseppe Amato cinque anni e 4 mesi, Carlo Davì sei anni e 8 mesi, Giuseppe De Lisi 6 anni, Salvatore Castelli 4 anni, 4 mesi e 20 giorni. Erano difesi tra gli altri dagli avvocati Raffaele Bonsignore, Massimiliano Russo, Vincenzo Giambruno e Alessandro Musso.
Assolta Maria Rosa Lombardo, difesa dall’avvocato Giuseppe Farina.
Spaccio di droga a domicilio
Gli imputati avrebbero fatto parte di due presunte bande che smerciavano droga, soprattutto cocaina, con base operativa alla Zisa. Gli ordini arrivavano al telefono e le consegne venivano fatte a domicilio. Agli atti dell’inchiesta c’erano le chat con i clienti, tra cui molti professionisti della città.
In un altro processo che si sta celebrando con il rito ordinario tra gli imputati c’è Salvatore Incontrera, figlio del boss Salvatore, ammazzato nel 2023.
L’assassino reo confesso del delitto è Salvatore Fernandez, fratello di Fabio che a sua volta si è autoaccusato dell’omicidio, avvenuto nel 2011, del boss Calascibetta di Santa Maria di Gesù. Disse di averlo commesso assieme ad altre tre persone di cui aveva fatto il nome, ma non sono stati trovati i riscontri necessari per processarli. Un delitto su commissione, senza avere saputo il movente.
“Appena lo abbiamo raggiunto… dice sparaci in testa, sparaci in testa… ho sparato e ce ne siamo andati”, raccontò Fernandez. Lo condussero sul luogo del delitto a Belmonte Chiavelli e fece la mappa delle posizioni dei componenti del commando. La sua descrizione era plausibile, ma da sola non bastava.

