molto interessante e utile questa autorevole riflessione. Il problema è che quando si arriva a un referendum come questo diventa complicato scegliere. Le ragioni degli schieramenti quasi sempre finiscono con sminuire il valore che i nostri costituenti avevano dato a questo istituto della nostra carta costituzionale per fare prevalere logiche di parte e di bottega. E per un tema come questo piuttosto che scaricare sul cittadino comune una scelta - a cui peraltro non intendo sottrarmi -, ci vorrebbero legislatori autorevoli e qualificati.


Malgrado tutto. ..Il governo centrale non interviene. ..
Uffici senza personale e degrado totale. ..ma lasciano il personale a partIme da 20 anni
Lo sfascio del comune di Palermo non è altro che la carta d’identità del suo sindaco. Il resto è malapolitica. Da capitale morale delle terre emerse del mondo, secondo l’orlandismo modo di narrare le palermitane cose, a fallimento su tutta la linea. L’orlandismo ha trionfato, insomma. Ma ai palermitani che nei lustri passati l’hanno supportato e a quelli che l’hanno subito, non resta tuttavia che raccogliere i cocci della cocciutaggine i primi e le margherite della resilienza i secondi.
Il personale part time è quasi tutto di profili esecutivi. I problemi burocratici del Comune si risolvono con dirigenti e funzionari competenti e quantitivamente sufficienti.
In merito ai pignoramenti al Comune di Palermo finirà esattamente così come alla Regione Siciliana dove i creditori, i vincitori delle innumerevoli cause ed i loro legali non soddisfatti pignorano pure i tavolini, le sedie e perfino le mutande di chi ci sta seduto……