Palermo, ecco il Pride 2019 | "Noi scegliamo l'antifascismo"

Palermo, ecco il Pride 2019 | “Noi scegliamo l’antifascismo”

Palermo, ecco il Pride 2019 | “Noi scegliamo l’antifascismo”
Da sinistra: Adham Darawsha, Massimo Milani, Leoluca Orlando, Luigi Carollo, Daniela Tomasino, Alessandra Sciurba, Rosa Maria Dell'Aria
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Commenti

    Non si potrebbe pensare pure all’anticomunismo? Ogni tanto, non sempre.

    Con tutti i problemi che vive la citta’,inclusi la carenza di personale Comunale x i pensionamenti,il primo……. Interessa organizzare il Pride,semplicemente VERGOGNOSO!!

    Pesantezza è vivere in una città sporca, piena di disservizi, una pattumiera a cielo aperto dove regna l’anarchia, dove chi dovrebbe far rispettare la legge e l’ordine è il primo a imboscarsi. La leggerezza invece mi pare di vederla solo in chi c’ha la testa vuota.

    Con tutti i problemi che vive la città si organizza il festino… semplicemente VERGOGNOSO!

    Questo è il sindaco di Palermo.

    Sempre a riempirvi la bocca con il fascismo .Ormai per avere visibilità basta nominare lo stesso e il razzismo .Se invece vuoi il patrocinio del comune basta aggiungere “ vite da salvare, immigrati , ong”.Sono stufo di questa ideologia del buonismo

    Slogan, solamente slogan, lanciati dal pulpito per il consenso personale.
    Mi chiedo se esista un programma, un progetto, una idea di crescita per la città, che possa essere da traino ed esempio per la regione e lo stato, che pensi di “includere” i tanti palermitani che a torto o a ragione oggi non sono inclusi e sono al contempo vittime e problema della città, persone che per limiti culturali ed economici, disertano le scuole dei loro figli, le cure mediche, la spesa alimentare e non si indignano se i loro figli rapinano o stuprano i più abbienti. Perché il Municipio di Palermo non si interessa di questa fascia di palermitani, invece di pensare alle “checche” di New York che, con tutto il rispetto, stanno bene li dove stanno.
    O forse la politica del Municipio di Palermo è quella del consenso di facciata, proprio come il Fascismo che, però, in 20 anni ha prodotto cose brutte, ma tanto di buono di cui ancor oggi la nostra società ne gode.

    Per me i diritti civili vengono prima delle carriere del personale comunale, soprattutto vista la qualità dei servizi offerti… un ti siddiari!

    Per poco,sta per scadere il suo mandato da Sindaco

    Gibson ma di quali diritti civili parli…

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“Troppe donne sono costrette a scegliere tra cura e carriera e a vivere nell'incertezza”. Proprio così, oggi come ieri le donne continuano ad avere l'esclusiva della cura dei figli, dei genitori, della casa senza che un governo di qualunque livello dia un qualche contributo, asili nido, assistenza domiciliare, scuola a tempo pieno, permessi retribuiti, scuole aperte anche d'estate, ecc., permettendo loro di lavorare in tranquillità e, volendolo, fare dei figli. Un welfare al femminile? No! È un welfare, per dirla con la Meloni, utile per dare un futuro alla Nazione. Non puoi fare figli e mantenere la famiglia con un solo stipendio di 1200 euro o giù di lì. Infatti nascono sempre meno bambini. Come se si svuotasse anno dopo anno una città come Catania. Dici, passi per il governo che per tradizione è sempre ladro... ma i compagni, i fidanzati, i mariti che fanno? E che fanno? Sperano, almeno così si dice, nei quattrini di un'emergenza all'anno, mentre i migliori dicono di pensare a un nuovo Rinascimento e a Federico II. Stupor Mundi!

Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.

anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore

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