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Ho frequentato Madre Antonina per anni non mi ha mai chiesto soldi ne altro ma al contrario mi ha dato tanta speranza per superare momenti difficili . La chiesa era molto frequentata e nessuno con me si è mai lamentato .
Complimenti a Schifani. Questo è coraggio, un giovanissimo in un posto cosi delicato.Questa è meritocrazia, finalmente un segnale verso quei giovani siciliani, laureati e preparati, costretti ad emigrare all'estero.
Una sindaca a Palermo dopo Elda Pucci, donna coraggiosa e competente, sarebe bello . La candidatura Chinnici rapresenterebbe un primo segnale di coraggio da parte di un centrosinistra imbrigliato nelle sue dinamiche. Lo stesso per la Varchi, Tamajo indisponibile. Palermo è maschilista , avrebbe bisogno del cuore e dell'intelligenza di una donna.
Questa è la politica locale,prima si fanno la guerra e poi,falsamente fanno capire che si amano.....Ferrandelli ha sempre aspirato a diventare sindaco,o ha capito che resterà un sogno,o che gioca sporco.Vedremo......
In questi anni forza Italia ci ha deluso su tutti i fronti. In Sicilia è in Italia, non ho mai votato a destra, nessuno di loro. A me come al resto del mondo le frasi ad effetto e la tirata a lucido con i parrucchieri creativi proprio non fanno al caso mio. Detesto anche i silenzi - consensi, sono una che parla chiaro e aborro I termini perentori e di manierismo. Penso che non abbiano empatia verso la gente è che la poltrona deve essere meritata non dovuta. Diritto allopinoe.


Solo la paura di perdere può spingere ad alleanze innaturali. Va bene così, con Franco Miceli e il coraggio di vincere.
“In molti, in queste settimane, mi stanno scrivendo e non sono entusiasti del modo col quale si è arrivati al nome di Franco Miceli”.
Queste parole sono state pronunciate dall’ ormai ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Non ci vuole molto per capire che Orlando non è molto contento di questa scelta.
Franco Miceli ha accennato a una discontinuità rispetto al passato , e questa frase mette in allarme i fedelissimi di Orlando.
Orlando ha poi espresso “inquietudine perché Palermo non può tornare indietro, non può essere consegnata la scelta dei candidati ai condannati per mafia. Sarebbe incoerente con il cambiamento culturale di questa città. Bisogna parlare di programmi, possibilmente – ha aggiunto Orlando – invitando magari qualche assessore dell’attuale giunta che conosce meccanismi e criticità della città”.
In parole povere, Miceli dovrebbe “imbarcare” nella sua giunta i suoi fedelissimi che “ conoscono i meccanismi e le criticità della città”.
Orlando sa bene che i suoi assessori , se venissero candidati, rischiano di essere bocciati sonoramente dagli elettori e allora cerca di imporli all’ eventuale nuovo sindaco.
Il PD punta al “modello napoletano” cioè a una candidatura civica sostenuta da uno schieramento ampio che va dalla sinistra radicale a pezzi di mondo moderato.
Ciò rischia di far bocciare, dagli elettori, tutti i protagonisti dello sfascio di questi 10 anno’. Ecco perché Giusto Catania, “assessore alla Mobilità e custode di una ortodossia legata alla ‘visione” orlandiana” teme che alla fine a pagare questa scelta siano proprio gli uomini e le donne del “cerchio magico”.
La candidatura di Miceli: una Caporetto. Chi glielo fa fare?
L’architetto Franco Miceli ha esposto in modo molto chiaro che il suo progetto per Palermo punta decisamente al mutamento di strategia politica con cui tutti siamo chiamati a fare i conti per agganciare la città all’Italia e al mondo. Siamo a una svolta decisiva che richiede senso di responsabilità non solo per le decisioni di oggi, ma anche per quelle a lungo termine, questo è bene ricordarlo. Non basta vincere bisogna governare