Ma a Catania c'è una segreteria per poter cominciare un discorso politico serio ed efficiente? Nessun organo preposto si è insediato in questa città abbandonata dai riformisti. Chiaro?

Ma a Catania c'è una segreteria per poter cominciare un discorso politico serio ed efficiente? Nessun organo preposto si è insediato in questa città abbandonata dai riformisti. Chiaro?
Volevo dire a chi fa i turni delle forze dell'ordine, non vi sembra assurdo mettere in servizio davanti il teatro Massimo 10 agenti la mattina alle 8 ? secondo me c'e' spreco di risorse potrebbero essere impiegati in altre zone della citta'.
FERRANDELLI continua a cercare consenso elettorale in preparazione della campagna elettorale.
Peccato che non siete riusciti a nominare i vertici dell’orfana orchestra sinfonica siciliana.
Questa Dc non vive un momento difficile, più semplicemente senza Cuffaro non vive più. Oggi, ogni eletto nel partito di Totò cerca casa. Non sarà complicato, a condizione di poter disporre di voti. Hanno già le braccia aperte Fratelli d'Italia, Forza Italia e... Viva l'Italia!
Solo la paura di perdere può spingere ad alleanze innaturali. Va bene così, con Franco Miceli e il coraggio di vincere.
“In molti, in queste settimane, mi stanno scrivendo e non sono entusiasti del modo col quale si è arrivati al nome di Franco Miceli”.
Queste parole sono state pronunciate dall’ ormai ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Non ci vuole molto per capire che Orlando non è molto contento di questa scelta.
Franco Miceli ha accennato a una discontinuità rispetto al passato , e questa frase mette in allarme i fedelissimi di Orlando.
Orlando ha poi espresso “inquietudine perché Palermo non può tornare indietro, non può essere consegnata la scelta dei candidati ai condannati per mafia. Sarebbe incoerente con il cambiamento culturale di questa città. Bisogna parlare di programmi, possibilmente – ha aggiunto Orlando – invitando magari qualche assessore dell’attuale giunta che conosce meccanismi e criticità della città”.
In parole povere, Miceli dovrebbe “imbarcare” nella sua giunta i suoi fedelissimi che “ conoscono i meccanismi e le criticità della città”.
Orlando sa bene che i suoi assessori , se venissero candidati, rischiano di essere bocciati sonoramente dagli elettori e allora cerca di imporli all’ eventuale nuovo sindaco.
Il PD punta al “modello napoletano” cioè a una candidatura civica sostenuta da uno schieramento ampio che va dalla sinistra radicale a pezzi di mondo moderato.
Ciò rischia di far bocciare, dagli elettori, tutti i protagonisti dello sfascio di questi 10 anno’. Ecco perché Giusto Catania, “assessore alla Mobilità e custode di una ortodossia legata alla ‘visione” orlandiana” teme che alla fine a pagare questa scelta siano proprio gli uomini e le donne del “cerchio magico”.
La candidatura di Miceli: una Caporetto. Chi glielo fa fare?
L’architetto Franco Miceli ha esposto in modo molto chiaro che il suo progetto per Palermo punta decisamente al mutamento di strategia politica con cui tutti siamo chiamati a fare i conti per agganciare la città all’Italia e al mondo. Siamo a una svolta decisiva che richiede senso di responsabilità non solo per le decisioni di oggi, ma anche per quelle a lungo termine, questo è bene ricordarlo. Non basta vincere bisogna governare