Qualcosa è cambiato, a Palermo. L’amministrazione del sindaco Roberto Lagalla, con l’assessore Fabrizio Ferrandelli in prima linea, sta affrontando la ferita purulenta del racket delle case. C’è una efficace unità di intenti tra forze dell’ordine, Comune, istituti a vario titolo. C’è un’azione concreta che mira ad andare in profondità.
Certe reazioni non hanno tardato e, a loro modo, raccontano il valore dei fatti. Le abbiamo raccolte. Il modellino di una bara lasciato negli uffici dell’assessorato alle Politiche abitative è oggetto di indagine.
Davanti a uno scenario di questo tipo, due sono le cose da fare. La prima. Occorre una vera solidarietà, anche politica, che accompagni chi si espone, senza strumentalizzazioni, né fazioni. La dialettica resta sacrosanta, però deve capire quando cedere il passo all’unità.
La seconda. Bisogna stare attenti, tenendo gli occhi bene aperti. E’ necessario che nessuno rimanga solo. Appare superfluo spiegare perché.
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