PALERMO- Una festa del gol e della vita, con abbracci e lacrime per Sara, vittima di femminicidio e per i suoi familiari sgomenti. Il Palermo batte il Sassuolo ed è una storia sportiva. Ma l’epicentro, nel cuore di tutti, è un’altra terribile vicenda che tutti ha sconvolto.
“Nel pre-partita di Palermo-Sassuolo il Presidente del Palermo Dario Mirri ha accolto nella Tribuna Autorità del Renzo Barbera i familiari di Sara Campanella, invitati dal Club per il primo momento di commemorazione dedicato a Sara e a tutte le vittime di femminicidio”.
“Il Presidente ha deposto una composizione floreale sulla “poltrona rosa” nella Tribuna Autorità del Renzo Barbera, posto simbolicamente occupato, ad ogni partita, da ogni donna che avrebbe potuto, voluto e dovuto essere presente per tifare la propria squadra del cuore”. Così si legge in una nota.
Non sono parole di circostanza. Raccontano vera pena e sincera vicinanza. Raccontano un mondo del pallone che non è insensibile, che sa andare oltre i suoi riti.
E così ci sono stati uno striscione, quei fiori in tribuna e la maglia rosanero numero 10 con la scritta “Sara” consegnata al fratello della ventiduenne di Misilmeri uccisa lunedì scorso a Messina da un collega dell’Università.
Lo stadio Barbera con un lungo appaluso ha ricordato la studentessa, mentre i tifosi della Curva Nord hanno esposto uno striscione con la scritta “Nel ricordo di Sara a difesa delle donne. Basta femminicidi”.
Nello schermo allo stadio è apparsa la scritta “Ciao Sara”, sotto un cielo rosanero di lacrime.

