PALERMO – Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 16 anni ciascuno di carcere, ma quando sembrava tutto pronto per la sentenza il Tribunale ha deciso che serve una perizia fonica per stabilire la colpevolezza o l’innocenza dei due imputati, Antonio e Rosario Casamento. Sono accusati di un tentato omicidio per una questione d’onore legata ad una gravidanza indesiderata.
Secondo la Procura, sarebbero stati padre e figlio, palermitani di 56 e 25 anni, nel 2023 a sparare per uccidere l’ex fidanzato di una parente e per questo furono arrestati.
Gli investigatori ritennero provato che i Casamento avessero raggiunto l’abitazione a Villabate del giovane che aveva una relazione con la parente e l’aveva lasciata dopo che era rimasta incinta.
Il padre del giovane ex fidanzato e bersaglio si era affacciato in balcone ed era stato insultato e minacciato. Poi i colpi di arma da fuoco, almeno sei, che per fortuna non erano andati a segno. I carabinieri scoprirono la storia della relazione e della gravidanza indesiderata.
Un incidente che aveva mandato su tutte le furie i Casamento, che avrebbero preteso dalla famiglia del fidanzato di aggiustare la faccenda per tutelare l’onorabilità della ragazza. Solo il matrimonio e il riconoscimento del bambino potevano mettere a posto le cose.
Ne era venuta fuori una guerra fra famiglie. Secondo gli avvocati della difesa, Giovanni Castronovo e Domenico Cacocciola, non ci sarebbe la prova che a sparare siano stati i due imputati. La quarta sezione del Tribunale presieduta da Bruno Fasciana ha emesso un’ordinanza con cui dispone una perizia fonica su un file audio registrato da un uomo che abita nel condomino della vittima. Stava inviando un messaggio audio ad un amico e registrò anche la voce di Rosario Casamento. Così sostiene l’accusa, ma per la difesa la voce non appartiene all’imputato.

