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Non servono manifestazioni ma blitz.
Che gente!
A Palermo ipedoni non valgono nulla.non si rispettano le striscie e le macchine sfrecciano a velocit'.quella donna sarei potuta essere io o decine di altre persone, condoglianze alla famiglia e nessuno fa nulla per evitare queste tragedie
Signor sindaco, perché non mettere come assessore alla cultura una persona competente?
Buon giorno in questo contesto che da tantissimo tempo si sono succedute tante e tanti Amministratori , il Movimento se dovrebbe mettere in atto già domattina che fareste, contestare e una libertà ma Amministrare e una seria e infinita responsabilità.


Certezza della pena e 30 anni di galera, senza se e senza ma. Solo questa e’ la cura
il giorno stesso che escono dal carcere riprendono ad occupare la loro posizione nelle gerarchie mafiose del mandamento che mantiene il suo assetto familiarissimo-tribale. Si legge infatti di un boss storico nipote di una nonna, a sua volta imparentata con altri appartenenti al medesimo gruppo mafioso, e dii intrecci di parentela tra cugini tutti che chiedono il pizzo o svolgono altre attività criminali nella medesima circoscrizione. Così pure quella del padre in galera e il figlio che prende il suo posto. All’interno dell’organizzazione mafiosa il matrimonio “endogamico” è assai frequente : pensiamo a quello delle famiglie Riina/Bagarella – Guttadauro/Messina Denaro – Marchese/Bagarella etc. etc. ) e ci sarebbe materia per studi di etnologia. Per un serio contrasto al fenomeno del pizzo una soluzione potrebbe essere che dopo una prima condanna ( almeno ad oltre 10 anni ), in caso di recidiva dal carcere si esce compiuti gli 80 anni. Invece le cronache riportarono sempre gli stessi nomi associati a questa insopportabile vergogna.