Boss e nuove leve: Palermo, i nomi che contano a Brancaccio

I boss ordinano, i picciotti eseguono: i nomi che contano a Brancaccio

Commenti

    Certezza della pena e 30 anni di galera, senza se e senza ma. Solo questa e’ la cura

    il giorno stesso che escono dal carcere riprendono ad occupare la loro posizione nelle gerarchie mafiose del mandamento che mantiene il suo assetto familiarissimo-tribale. Si legge infatti di un boss storico nipote di una nonna, a sua volta imparentata con altri appartenenti al medesimo gruppo mafioso, e dii intrecci di parentela tra cugini tutti che chiedono il pizzo o svolgono altre attività criminali nella medesima circoscrizione. Così pure quella del padre in galera e il figlio che prende il suo posto. All’interno dell’organizzazione mafiosa il matrimonio “endogamico” è assai frequente : pensiamo a quello delle famiglie Riina/Bagarella – Guttadauro/Messina Denaro – Marchese/Bagarella etc. etc. ) e ci sarebbe materia per studi di etnologia. Per un serio contrasto al fenomeno del pizzo una soluzione potrebbe essere che dopo una prima condanna ( almeno ad oltre 10 anni ), in caso di recidiva dal carcere si esce compiuti gli 80 anni. Invece le cronache riportarono sempre gli stessi nomi associati a questa insopportabile vergogna.

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La democrazia è bellissima e quindi benvenuta ogni candidatura che arricchisce il panorama di Statisti . Certo che chi come me ha lavorato con Presidenti come Bonfiglio , Nicolosi , Fasino ed altri ha delle difficoltà ad apprezzare le nuove proposte . Ma il Mondo cambia cambierò regione anche io .

Ottima notizia per la mobilità in Sicilia. Il rinnovo della flotta con 80 nuovi autobus rappresenta un segnale concreto di attenzione verso l’efficienza del servizio e il miglioramento della qualità del trasporto pubblico per i cittadini. Un intervento che arriva in una fase di rinnovamento per l’AST, sotto la guida del neo presidente, on. Luigi Genovese, impegnato a dare un nuovo volto all’azienda e a rafforzarne il ruolo sul territorio.

Bene Live Sicilia che evidenzia come l'arrestato sia molto noto in città e abbia casa nel salotto buono della città. Certi giornali ieri facevano credere che l'aggressore fosse uno sbandato che bazzicasse per caso in quella zona o che fosse una rapina... Invece l'arrestato come avevano capito molti già ieri sera era una persona della zona molto nota città. Molti nei social scrivono che l'arrestato sia il rampollo di una famiglia aristocratica di Palermo.

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