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A nome mio e di tutti i palermitani onesti vi chiediamo scusa ..purtroppo esiste gente senza scrupoli un caro abbraccio al piccolo .Dio vi benedica
È una vergogna. Anche dalla tomba di mio figlio, che è seppellito a S. Orsola, spariscono i fiori. Condivido appieno le parole della signora
La nostra sanità pubblica è molto efficace ed efficiente, purchè fuori dalla Sicilia. In Sicilia siamo solerti con le convenzioni che forse ci danno canali privilegiati, fuori regione, comunque
Non sarebbe opportuno che da parte drll'Assessorato della salute venisse verificato se a Palermo non c'erano strutture sanitarie altrettanto idonee a gestire questo paziente evitando l'ennesimo viaggio della speranza?
Qualche strada asfaltata, qualche marciapiede tornato marciapiede, ma la sicurezza? I famosi vigili? Le periferie? L'elenco sarebbe lungo, infantile la risposta dell'opposizione


Certezza della pena e 30 anni di galera, senza se e senza ma. Solo questa e’ la cura
il giorno stesso che escono dal carcere riprendono ad occupare la loro posizione nelle gerarchie mafiose del mandamento che mantiene il suo assetto familiarissimo-tribale. Si legge infatti di un boss storico nipote di una nonna, a sua volta imparentata con altri appartenenti al medesimo gruppo mafioso, e dii intrecci di parentela tra cugini tutti che chiedono il pizzo o svolgono altre attività criminali nella medesima circoscrizione. Così pure quella del padre in galera e il figlio che prende il suo posto. All’interno dell’organizzazione mafiosa il matrimonio “endogamico” è assai frequente : pensiamo a quello delle famiglie Riina/Bagarella – Guttadauro/Messina Denaro – Marchese/Bagarella etc. etc. ) e ci sarebbe materia per studi di etnologia. Per un serio contrasto al fenomeno del pizzo una soluzione potrebbe essere che dopo una prima condanna ( almeno ad oltre 10 anni ), in caso di recidiva dal carcere si esce compiuti gli 80 anni. Invece le cronache riportarono sempre gli stessi nomi associati a questa insopportabile vergogna.