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Dopo una notizia così, rapina a mano armata, ci tiriamo su ricordando il nostro sindaco: «Non siamo il Bronx, non c'è alcun allarme sicurezza a Palermo». Ma a buon titolo oggi nel Bronx possono dire: non siamo più quel Bronx, ma non siamo Palermo con i suoi mafiosi.
Chi glieli dà i kalashnikov a sti scappati di casa?? Le bombe ad alto potenziale?? NON FATEVI INGANNARE...QUI C'E' IL GRANDE GIOCO DEL POTERE, SIAMO TORNATI AGLI ANNI '80!! Qualcuno vuole far tornare la Sicilia indietro di 40 anni!! A quei tempi il potere voleva eliminare i rompi scatole con un vertice sprezzante e pronto a tutto, la mafia è parte integrante del sistema!!
Non ci sono speranze x questa città fin quando esisteranno questi esseri ed esisteranno questi rioni lager.
Tutto bello e giusto.ma perché non controllate tutto l,abusivismo che c, è x strada a cominciare dai mercatini rionali in cui tutto è in nero e tutti fanno finta di niente.
Ma basta.


Certezza della pena e 30 anni di galera, senza se e senza ma. Solo questa e’ la cura
il giorno stesso che escono dal carcere riprendono ad occupare la loro posizione nelle gerarchie mafiose del mandamento che mantiene il suo assetto familiarissimo-tribale. Si legge infatti di un boss storico nipote di una nonna, a sua volta imparentata con altri appartenenti al medesimo gruppo mafioso, e dii intrecci di parentela tra cugini tutti che chiedono il pizzo o svolgono altre attività criminali nella medesima circoscrizione. Così pure quella del padre in galera e il figlio che prende il suo posto. All’interno dell’organizzazione mafiosa il matrimonio “endogamico” è assai frequente : pensiamo a quello delle famiglie Riina/Bagarella – Guttadauro/Messina Denaro – Marchese/Bagarella etc. etc. ) e ci sarebbe materia per studi di etnologia. Per un serio contrasto al fenomeno del pizzo una soluzione potrebbe essere che dopo una prima condanna ( almeno ad oltre 10 anni ), in caso di recidiva dal carcere si esce compiuti gli 80 anni. Invece le cronache riportarono sempre gli stessi nomi associati a questa insopportabile vergogna.