Palermo, i misteri di Di Ferro: "Incontro col boss" e "altri clienti"

Di Ferro, la “neve” e i segreti: “Incontro col boss” e clienti

Di Ferro
Mario Di Ferro e Salvatore Salamone
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Commenti

    Non e’ deiezione la fa il cane.

    con le tecnologie che oggi si ritrovano le forze dell’ordine, non capisco come mai non si riesce ha far estinguere la mafia.

    Mi aspetto le dimissioni di Micciche’ , vedi da chi siamo amministrati , poi gli daremo pure il vitalizio.

    La politica si deve indignare ,deve prendere le distanze ,ancora non avete capito che ci sono ragazzi di 14 anni che fanno uso di crack e altre sostanze ,ci vogliono provvedimenti legislativi seri ,perché le forze di polizie li arrestano e l’indomani sono fuori che magari gli ridono in faccia ,famiglie svegliamoci controlliamo i nostri figli non ci facciamo prendere dalla nostra carriera ,perché prima o poi ci arriva ,

    diceva totó : ma mi faccia il piacere

    … o forse, caro ex Sindaco Cammarata , ci dovremmo abituare ad una sorta di impunità e diritto alla riservatezza solo da parte di chi , anche da un punto di vista etico e morale , dovrebbe essere quantomeno da esempio per i giovani e le generazioni a venire, che già nutrono sfiducia quando non ribrezzo per chi li dovrebbe rappresentare ?
    Inoltre , non lo vista , mi sembra, prendere le parte o esternare alcuna riflessione per quei tanti , troppi , dati in pasto ai vari giornali e giornaletti senza alcun dato di realta’ a sostegno delle tesi riportate ( uno fra i ranti: Pino Maniaci , per es.) .
    Ma del resto , in un paese dove , viene proclamato il lutto nazionale per la morte di un plurindagato ( e anche condannato ) di cosa stiamo parlando ?!
    P.s. a proposito di casualità, sarà un caso che la gogna mediatica del Micciche’ arrivi proprio adesso a due settimane dalla dipartita del suo ” Santo protettore” ?

    Ci vuole coraggio a difenderlo!? Guesti alimentano il mercato della droga.

    Concordo con l’analisi fatta dall’Avv Cammarata: “Lo sa cosa mi fa più tristezza? Il fatto che ci stiamo abituando a non considerare che dietro ad ogni vicenda, sia essa politica o giudiziaria, c’è la vita delle persone.”
    Il processo mediatico ormai supera e va oltre quello giudiziario dove la web reputazione risulta una condanna indelebile che ti mette fuori gioco.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Quando ci sono gare e competizioni in citta' siete a centinaia a fare servizio perche' vi pagano doppia giornata e straordinari . Nei giorni normali siete tutti imboscati e ci fate vivere in mezzo al traffico ,perche' non vi posizionate nei punti strategici della citta'e cercate di farci vivere meglio ? Volevo anche dirvi che in via ruggereo settimo girano a velocita' sostenute gli scooter elettrici guidati da bambini e da malacarni con la borsa a tracolla , perche' non fate questo servizio ?. Per la doppi a fila vi aspetto al corso OLivuzza.

La sanità che vorrei: ridurre l'overbooking, migliorare l'ascolto La testimonianza del paziente pubblicata da LiveSicilia racconta due facce della sanità: prima attesa, dolore e incertezza; poi competenza, umanità e fiducia ritrovata. Emergono due criticità strettamente collegate: l'overbooking dei pronto soccorso e la scarsa qualità della comunicazione. Come pretendere ascolto e gentilezza da operatori sovraccarichi, spesso esposti anche ad aggressioni? Ridurre gli accessi inappropriati potrebbe diminuire attese, tensioni e aggressività, restituendo tempo e serenità a chi cura. Perché non affiancare ambulatori di medicina generale ai pronto soccorso, collegandoli alle Case della Comunità, dove accompagnare i pazienti non urgenti dopo un'adeguata valutazione clinica? In Emilia-Romagna, Liguria e Valle d'Aosta esistono già esperienze di assistenza territoriale ad accesso diretto. Studiare e replicare i modelli virtuosi dovrebbe essere una regola della buona amministrazione. In Sicilia, invece, secondo i dati al 31 dicembre 2025, soltanto 2 delle 154 Case della Comunità previste erano pienamente operative: appena l'1,3%. Occorre inoltre rendere la buona comunicazione un compito istituzionale, misurarne la qualità, anche con sistemi automatizzati, e valorizzare chi sa ascoltare e informare. Una comunicazione efficace può prevenire incomprensioni, aggressività e contenziosi. La buona comunicazione non deve dipendere dalla sensibilità di pochi, ma diventare un dovere professionale e una garanzia per ogni paziente

Palermo è una città dalle grandi contraddizioni. Accanto alle sue ferite — povertà educativa, disoccupazione e lavoro precario, disuguaglianze, degrado urbano e ambientale, servizi insufficienti e periferie troppo spesso dimenticate — vive una straordinaria ricchezza di energie, competenze, creatività e passione civile. Ogni giorno associazioni, scuole, università, imprese, lavoratori, professionisti, realtà del Terzo Settore, comunità delle varie confessioni religiose, organizzazioni culturali e tanti cittadini costruiscono, spesso lontano dai riflettori, solidarietà, innovazione e speranza. Palermo è viva. E questa energia non può più rimanere dispersa. Le prossime elezioni amministrative possono rappresentare non soltanto un momento elettorale, ma l'occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità collettiva. Per questo chiediamo alla città di non partire dai nomi, dai partiti o dalle candidature. Partiamo da Palermo. Prima ascoltiamo i quartieri. Prima incontriamo i cittadini. Prima definiamo le priorità e costruiamo una visione condivisa. Solo dopo sarà il momento di individuare alleanze, candidature e responsabilità di governo. Vogliamo una Palermo nella quale nessuno sia costretto a partire per trovare lavoro, nella quale i giovani possano studiare, lavorare, abitare e progettare il proprio futuro; una città che investa nella scuola, nell'educazione e nella cultura, perché nessuna periferia sia condannata alla marginalità. Vogliamo una città policentrica, nella quale ogni quartiere sia protagonista e possa diventare luogo di partecipazione, incontro, servizi e progettazione del proprio futuro. Vogliamo una Palermo verde, sostenibile e accessibile, capace di affrontare il cambiamento climatico, curare gli spazi pubblici, migliorare la mobilità, tutelare il patrimonio naturale e garantire servizi dignitosi in ogni parte della città. Vogliamo una città che non lasci indietro nessuno: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, persone senza dimora, migranti e quanti vivono condizioni di fragilità. Il Terzo Settore e il volontariato devono essere riconosciuti come protagonisti delle politiche pubbliche e della costruzione del bene comune. Vogliamo istituzioni trasparenti, competenti e responsabili, nelle quali il cittadino non debba chiedere favori, ma possa esercitare diritti. La legalità deve diventare qualità quotidiana delle istituzioni e della vita democratica. E vogliamo che Palermo ritrovi pienamente la sua vocazione mediterranea. In un Mediterraneo attraversato da guerre, conflitti, migrazioni e disuguaglianze, Palermo può essere luogo di incontro tra popoli, culture e religioni, laboratorio di dialogo, cooperazione e pace. La sua storia e la sua posizione geografica le affidano una responsabilità particolare: costruire ponti, educare alla nonviolenza, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare le relazioni con le città e le comunità delle diverse sponde del Mediterraneo. Ma soprattutto vogliamo restituire ai cittadini il ruolo di protagonisti della democrazia. La partecipazione non può essere limitata al giorno del voto. Deve diventare una pratica quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e negli spazi della città. I cittadini devono poter proporre, discutere, controllare e valutare le scelte pubbliche.

E noi che abbiamo fatto il COVID lavorando con le cooperative negli ospedali a Catania, e provincia questo e stato il merito che ci hanno dato, siamo inquadrati come ausiliari e pulizieri, e dobbiamo fare pure il concorso ma va.........

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