Palermo, "più poco si parla meglio è": caccia alle microspie

“Più poco si parla meglio è”: alla ricerca di microspie e telecamere

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Gli atti dell'inchiesta

PALERMO – “Più poco si parla meglio è picciotti”, si raccomandava Giuseppe Romagnolo, arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di essere l’insospettabile nuovo capomafia della Noce. Ed invece parlavano a ruota libera mentre i poliziotti li ascoltavano e pedinavano.

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Le telecamere piazzate dagli agenti della squadra mobile hanno sorpreso alcuni indagati mentre si guardavano intorno a caccia di telecamere e microspie. Non si sbagliavano visto che le immagini sono finite agli atti dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sfociata in 12 arresti.

L’indagato Paolo Elia e Gianluca Albamonte, fratello del mafioso detenuto Girolamo, furono convocati da Romagnolo. Preoccupati di essere intercettati si soffermavano ad osservare alcune cassette elettriche: “Devi vedere che hanno montato… perché avevo visto che ci sono fili nuovi…”; “Sì fili nuovi… c’è un macello”; “C’è il cavo quello grosso”; “Prendono il palo… e con la scala…”. Secondo gli investigatori, stavano parlando delle telecamere dei poliziotti.


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