Palermo, mini-aumento dell’Irpef per rispettare l’accordo con Roma

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Commenti

    Questo ritocco l’avete approvato subito , i piani industriali delle partecipate ancora non ci avete messo mano dopo due anni. Siete veramente delle brave persone .

    Conviene lasciare la residenza a Palermo i cui amministratori stanno dilapidando con una gestione scellerata noi poveri palermitani che paghiamo i tributi. La crisi finanziaria della ns città deriva da uno scarso interesse a ridurre l’evasione fiscale da imputarsi alle precedenti amministrazioni e purtroppo anche l’attuale amministrazione è sulla stessa scia anzi peggio.
    Una città che non offre servizi efficienti, sporca e con una burocrazia da America latina il cui manegement sta lì per i loro lauti stipendi ma che in cambio non hanno una preparazione adeguata a gestire la 5 città d’Italia, li manderei nuovamente a scuola.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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