Palermo, omicidio davanti alla farmacia: fermato il cognato

Palermo, magazziniere della farmacia assassinato: fermato il cognato

È un uomo di 62 anni

PALERMO – Tredici ore dopo l’omicidio davanti alla farmacia la Procura della Repubblica di Palermo dispone il fermo di Giuseppe Cangemi, 62 anni. Sarebbe l’assassino del cognato, Stefano Gaglio, 38 anni. È il marito di una delle sorelle della compagna della vittima.

Ammetterebbe le sue responsabilità davanti al pubblico ministero Maurizio Bonacorso e agli investigatori della squadra mobile, sostenendo però di non ricordare bene cosa sia successo. Dice di essere confuso, non in grado di mettere a posto i tasselli della memoria.

Ancora da chiarire il movente. Si parla di rancori familiari e questioni economiche legate ad un’eredità, ma servono ulteriori accertamenti.

L’omicidio è avvenuto undici minuti dopo le nove di lunedì 15 settembre. Stefano Gaglio arriva in sella ad un Honda Sh alla farmacia dove è impiegato come magazziniere. Mette lo scooter sul cavalletto. Fa in tempo a togliere il casco, si avvicina un uomo che esplode tre, forse quattro colpi di pistola. È stato un agguato premeditato.

La vittima si accascia sul marciapiede di via Guglielmo Oberdan, la strada che conduce al Villino Florio e si affaccia su piazza Principe di Camporeale che sin dal mattino è piena di gente. Gaglio muore pochi istanti dopo. Inutile il tentativo di rianimarlo da parte di un medico che transita sul posto e poi dei sanitari del 118.

Dopo il delitto l’assassino con calma raggiunge a piedi uno scooter e si allontana in direzione corso Camillo Finocchiaro Aprile, altra arteria trafficata che si percorre per arrivare al Palazzo di giustizia.

C’è subito il forte sospetto che a premere il grilletto sia il cognato sessantaduenne, Giuseppe Cangemi, che abita alla Kalsa. Gaglio non ha collegamenti con ambienti mafiosi, né con il sottobosco della criminalità comune. Allora si guarda alla cerchia dei parenti. E si arriva a Cangemi, rintracciato a Carini.

Una telecamera ha ripreso l’intera scena. L’assassino si vede in faccia. Sessantenne, capelli brizzolati, corporatura robusta. Due dettagli sul delitto portano dritto a qualcuno che conosce bene la vittima. Sapeva l’orario in cui Gaglio sarebbe arrivato al lavoro dopo avere accompagnato la figlia a scuola. Guardando il video si ha anche l’impressione che il magazziniere si sia voltato prima che venisse raggiunto dai colpi di pistola. Gli sguardi di vittima e assassino si sono incrociati per un istante.

Ci sono le immagini a confermare la dinamica, ma anche la testimonianza delle persone presenti. Sono uscite in strada dai negozi e dalle portinerie dei palazzi dopo avere sentito i colpi di pistola e le urla dei colleghi di lavoro di Gaglio.

Il movente? Le questioni economiche che nei giorni scorsi hanno causato una lite familiare. È stata pure controllata con esito negativo un’abitazione alla Kalsa, quartiere dove abita il cognato. Forse Gaglio temeva per la sua incolumità.

Nel pomeriggio il sospettato per l’omicidio davanti alla farmacia viene condotto negli uffici della squadra mobile dai poliziotti guidati dal dirigente Antonio Sfameni. Ammette le sue responsabilità anche se sostiene di non ricordare cosa sia accaduto. Il pubblico ministero Bonaccorso dispone il fermo. Cangemi si trova in carcere. La decisione sulla convalida dell’arresto passa al giudice per le indagini preliminari.


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