Palermo, prova di forza di Lagalla: dentro Alongi, Mineo in uscita

Palermo, prova di forza di Lagalla: dentro Alongi, Mineo in uscita

Sono ore di altissima tensione, lunedì possibile il giuramento

PALERMO – Dentro Pietro Alongi, fuori Andrea Mineo e il rapporto tra Fratelli d’Italia e il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, praticamente sul punto di rottura con i meloniani che minacciano di ritirare i propri assessori. Sono ore di altissima tensione a Palazzo delle Aquile, dove i cambi della giunta tengono banco da settimane: tra rinvii e trattative si è praticamente arrivati a novembre, anche se questa volta ormai il dado sembra tratto.

Alongi pronto a entrare

Gli uffici avrebbero già contattato l’azzurro Alongi, fedelissimo di Renato Schifani, che giovedì dovrebbe firmare la documentazione di rito; il giorno dopo sarebbe il turno delle verifiche e a quel punto, già da lunedì, ogni momento potrebbe essere quello buono per il giuramento ufficiale e l’ingresso in giunta. Le deleghe, dicono i ben informati, saranno quelle dell’ex forzista e oggi meloniano Mineo, ossia Patrimonio, Verde e Ambiente, che il primo cittadino sarebbe pronto a far tornare nelle mani degli schifaniani sanando lo scontro con il presidente della Regione.

Le compensazioni per Fdi

Il problema, adesso, è Fratelli d’Italia: lunedì la delegazione del partito ha incontrato Lagalla e ha ribadito di voler mantenere in giunta quattro posizioni, chiedendo un sacrificio proprio al sindaco che però ha declinato. Anzi, il primo cittadino avrebbe optato per la linea decisionista: prima l’ingresso di Alongi, poi si parlerà di compensazioni per i meloniani a cui sono stati offerti sia la fondazione sant’Elia che il capo di gabinetto all’ex provincia, oltre a promesse e rassicurazioni sulle future presidenze di Amap e Amg gas.

Meloniani pronti al gesto clamoroso

Il risultato è un muro contro muro che avrebbe portato a un passo da una clamorosa rottura: si vocifera di un comunicato già pronto per le redazioni con cui Fdi avrebbe annunciato il ritiro degli assessori. Un gesto eclatante e di rottura, quasi di non ritorno, che l’ala meno intransigente del partito sarebbe riuscita a bloccare chiedendo prima un confronto con l’ex rettore. Non che questo significhi nulla: nelle prossime ore ci saranno nuovi contatti e la posizione potrebbe essere comunicata ufficialmente a Lagalla. I pontieri sono in azione per scongiurare l’opzione che aprirebbe una crisi senza precedenti, a neanche un anno e mezzo dalle elezioni e a pochi mesi dalle Europee.


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