Palermo, sciopero degli studenti al liceo Galilei: "Basta multe"

Palermo, sciopero degli studenti al liceo Galilei: “Basta multe”

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Commenti

    un grande numero di ragazzi (più di 40 classi) del liceo scientifico galileo galilei di palermo sta organizzando una protesta fuori da scuola. protestiamo perché è la terza volta che la vicepresidenza chiama la polizia municipale e non trova una soluzione per i posteggi delle macchinine e dei motori, quando in realtà preside e vicepreside parcheggiano l’auto comodamente dentro scuola. protestiamo inoltre per tutte quelle richieste fatte alla presidenza e puntualmente ignorate.
    la protesta inizierà alle 8:00 di venerdì 27 ottobre

    ogni scusa e’ buona per non andare in classe, ai miei tempi si bocciava anche per una sola materia , per troppe assenze o per voto basso in condotta. oggi tutti promossi . viva la vostra ignoranza

    Giusto che i vigili facciano rispettare il codice della strada,semmai,nel quartiere si dovrebbe cercare di migliorare il traffico,i parcheggi e soprattutto spostare il mercatino di viale Francia,il quale arreca un caos incredibile,proprio anche per la vicinanza delle due scuole.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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