Palermo, scontro sulle case consegnate dal Comune: “Invivibili”

Palermo, scontro sulle case consegnate dal Comune: “Invivibili”

Di Gangi (Pd): “Famiglie illuse”. Ferrandelli: “Tutto regolare”

PALERMO – La casa è stata consegnata lo scorso 6 agosto, in largo dei Pinguini a Falsomiele, ma la famiglia che l’ha ricevuta in custodia dal comune di Palermo, in lista per l’emergenza abitativa, non potrà viverci perché “mancano le condizioni minime di vivibilità sia da un punto di vista igienico-sanitario che di sicurezza”.

E a metterlo nero su bianco, in una relazione formale, sono proprio i tecnici dello stesso Comune che un mese e mezzo prima aveva proceduto all’assegnazione.

E’ scontro a Palazzo delle Aquile sugli alloggi consegnati temporaneamente alle famiglie che da anni attendono un tetto sotto cui abitare. “Le famiglie vengono tratte in inganno – attacca Mariangela Di Gangi del Pd -. Il Comune deve mettere in sicurezza gli alloggi”.

Mentre l’assessore alle Politiche abitative, Fabrizio Ferrandelli, getta acqua sul fuoco: “Gli immobili sono solo affidati in custodia, faremo i lavori necessari”.

L’emergenza abitativa

E dire che l’emergenza casa, a Palermo, è da sempre un grosso problema. Famiglie in attesa da anni di un alloggio, abitazioni occupate abusivamente e canoni non riscossi su cui l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla ha provato a intervenire.

“Siamo arrivati a più di 140 case consegnate nel giro di un anno”, diceva con soddisfazione il primo cittadino appena qualche giorno fa, dopo l’assegnazione di altri quattro alloggi a Partanna Mondello. “Fino a qualche anno fa la media delle assegnazioni annuali non superava la dozzina di abitazioni”, aveva aggiunto al fianco dell’assessore Ferrandelli.

La casa di largo dei Pinguini

Il problema è che, in parecchi casi, gli alloggi non sono subito pronti all’uso. Come l’immobile di Falsomiele assegnato alla famiglia di Giusy Taormina, visto che nel verbale di consegna delle chiavi stilato dall’ufficio Politiche abitative, nelle more dell’affidamento definitivo, si dice esplicitamente che l’assegnatario si impegna “a fare revisionare l’alloggio prima di abitarlo”.

Peccato che, una volta visionato l’appartamento, le condizioni fossero peggiori di quanto la signora Taormina potesse aspettarsi.

Il sopralluogo

E così la consigliera Di Gangi (così si legge nel verbale) ha chiesto un sopralluogo all’ufficio tecnico Erp, che ricade in un altro assessorato, quello dei Lavori pubblici guidato da Totò Orlando che ha anche ditte già incaricate per intervenire in tempi rapidi.

Il punto è che, dopo averla vista, gli esperti del Comune non hanno potuto che prendere atto dei troppi problemi presenti. Intonaco distaccato da solai e pareti per un’infiltrazione, piastrelle cadute nei bagni, impianto idrico senza riscaldamento, impianto elettrico non a norma, mancanza di porte e finestre e perfino un corpo accessorio che non risulta al catasto.

Il risultato è che “non sussistono le condizioni minime di vivibilità sia da un punto di vista igienico-sanitario che di sicurezza”, con l’immobile inserito tra gli interventi programmati. Ma, nel frattempo, “si ritiene necessario assegnare un nuovo alloggio alla famiglia assegnataria dell’immobile”.

Non un caso isolato

E a ben guardare in vari verbali di consegna delle chiavi c’è sempre la stessa dicitura, ossia l’impegno da parte della famiglia “a fare revisionare l’alloggio prima di abitarlo, consapevole dei rischi cui potrebbe incorrere in caso di utilizzo non conforme ai requisiti di sicurezza”.

“Non ho i soldi”

Il punto è che spesso le famiglie non sono in condizione di affrontare i lavori. “Non avrei i soldi per farlo – dice la signora Taormina – e dovrei aspettare l’intervento del Comune, intanto però non saprei dove andare a vivere”.

Un caso che non sarebbe isolato. Vincenzo Corsale a fondo Pecoraro ha il problema del balcone da mettere in sicurezza, Giovanni Rizzuto deve fare i conti con gli interventi necessari sugli impianti e sugli infissi. “Intanto ci ospiterà mia suocera”.

Di Gangi: “Va risolto il problema”

“Andremo a fondo a questa vicenda – dice la dem Mariangela Di Gangi -. Il Comune da un lato dà le chiavi alle famiglie, illudendole di avere una casa a disposizione, e dall’altro fa firmare loro un foglio, che magari non hanno neanche compreso pienamente essendo in stato di bisogno e con strumenti culturali più limitati, in cui si dice che gli alloggi non sono abitabili”.  

“Un fatto gravissimo – continua – di cui ci auguriamo non debbano pagare il prezzo le famiglie. Il Comune ha il dovere di mettere in sicurezza le abitazioni e speriamo faccia ammenda: troppo facile autocelebrarsi con consegne che non sono tali e suonano come una presa in giro. L’emergenza casa non ha colore politico, è un problema che va risolto nei modi giusti”.

Ferrandelli: “Nessuno è abbandonato”

“L’auto-recupero non nasce certo adesso, è una vittoria del passato delle forze sociali e sindacali e del comitato di lotta per la casa – ribatte Ferrandelli -. Spesso le famiglie sono in grado di sistemare gli alloggi più velocemente di quanto non possano fare gli enti proprietari e le spese sostenute e documentate possono essere scomputate da quel che pagano mensilmente”.

“Abbiamo solo affidato gli immobili in custodia, l’assegnazione diventa definitiva dopo tre mesi e non abbiamo mai abbandonato nessuno – aggiunge -. Nel caso specifico la consegna delle chiavi è avvenuta a inizio agosto e abbiamo proceduto con celerità per evitare occupazioni; abbiamo chiesto il sopralluogo che è stato poi effettuato e interverremo con i nostri tecnici“.

“Se la casa non risulterà idonea, ne assegneremo un’altra e la famiglia non perderà il posto in graduatoria. Alle famiglie chiediamo però la stessa operatività che spesso dimostrano quando sistemano altri alloggi di cui non hanno titolarità”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI