Palermo, scoperta bancarotta fraudolenta: sequestrati beni

Palermo, bancarotta fraudolenta: sequestrati beni per 4 milioni

bancarotta fraudolenta
Le indagini riguardano famiglia di noti imprenditori
GUARDIA DI FINANZA
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PALERMO – Tre fabbricati e 15 terreni: valgono più di 4 milioni di euro i beni sequestrati dalla guardia di finanza. Le indagini hanno riguardato la bancarotta fraudolenta di una società riconducibile alle famiglie Mustacchia e Mirto, imprenditori che si occupano della produzione di inerti e calcestruzzo e della raccolta rifiuti. Per anni hanno ottenuto commesse da diversi comuni delle province di Palermo e Trapani. Gli indagati sono Ignazio Mustacchia, i figli Bartolo ed Erika, e Maria Mirto.

Gli accertamenti e i bonifici effettuati

Gli accertamenti eseguiti dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Palermo avrebbero fatto emergere la distrazione dei beni della F.Mirto slr di San Cipirello, dichiarata fallita, passati ad altre società del gruppo con l’obiettivo di sottrarli ai creditori.

Bancarotta fraudolenta per 4 milioni

Gli investigatori hanno ricostruito un flusso di risorse finanziarie in uscita per 4 milioni di euro. Una parte sarebbe confluita nelle casse di un’ulteriore società del gruppo, finendo per essere utilizzata per acquistare all’asta buona parte degli immobili che oggi finiscono sotto sequestro a Palermo, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Monreale, Carini e Mazara del Vallo.

Tra i beni acquistati ci sarebbe anche il feudo di Piano Zucco, tra Partinico e Montelepre, legato alle vicende di don Agostino Coppola, parroco di Carini e nipote del boss italo americano “Frank Tre Dita” Coppola. Il sacerdote fu arrestato nel 1976 perché complice del capomafia corlonese Luciano Liggio, che in quegli anni faceva soldi con i sequestri di persona. Secondo alcuni collaboratori di giustizia, fu proprio Coppola a celebrare il matrimonio segreto del latitante Totò Riina con Ninetta Bagarella.

La sezione per il Riesame del Tribunale di Palermo, condividendo le valutazioni della Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo dei 18 immobili.


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