"Palermo, sei forte"

“Palermo, sei forte”

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è da troppo tempo che storie come queste hanno preso a fare parte del quotidiano, con imbarazzante coinvolgimento di figure che fanno parte del sottobosco dell'amministrazione pubblica regionale. Non si parla altro che di tangenti, di perquisizioni disposte per acquisizioni di documenti e conclusesi con sequestro di ingenti somme contanti, di cui pure si proverà la legittimità, ma che intanto la Gente, che poi va a vorate ritiene che non possano trovare giustificazione. Così come pure reputa illogica una mostra fotografica a Cannes, in occasione del festival cinematografico e che per promuovere l'immagine della Sicilia vengano stanziati oltre 3 mln di euro. Sempre per il normale cittadino non ha neppure senso beneficiare di un centinaio di migliaia di euro un'associazione culturale/teatrale che ha sede presso l'abitazione della anziana mamma di un parlamentare. Così come la presenza di una assistente alle pubbliche relazioni del presidente dell'ARS che si adopera per promuovere e finanziare iniziative la cui pubblica utilità non è di facile comprensione. Troppi i casi di amministratori colti in flagrante con buste piene di soldi, troppi i manager e "supermanager" di cui non si capisce il perimetro delle competenze e, comunque, perchè finiscano con troppa frequenza al centro di episodi borderline tra malaffare e corruzione. Così come non risponde alla normale logica il motivo per cui un alto dirigente, già sotto processo per episodi di "mazzette", sia affidatario di importanti altri incarichi, con ampie discrezionalità e venga pure contro ogni normale buon senso mantenuto in servizio una volta superato il limite per il pensionamento. Tutto questo è peraltro meno della punta dell'iceberg, perché il tessuto dell'apparato politico/amministrativo è percepito come marcio. Neppure le opposizioni fanno più mistero che il referendum fosse di natura politica e il fatto che l'asse di maggioranza sia uscito con le "ossa rotte" dovrebbe fare riflettere. Ciò, in particolare modo in Sicilia dove le sinistre hanno sempre avuto vita difficile. L'esito del voto del referendum non è stato un segnale, è stato assordare boato che ha significato che Gente di queste storie non ne può più. Non può più sentirsi dire che bisogna attendere l'esito dei processi e sino ad allora si resta in piedi e si mantengono cariche pubbliche e politiche. Se gli inquisiti dichiarano di sentirsi intanto sereni di avere fiducia nella Magistratura, i Siciliani con il loro voto hanno chiaramente detto che sereni non sono e di tutto questo andazzo si è superato ogni limite.

e passi che il catanese è soddo fausu, e passi che a catania se parcheggi la macchina poi ne ritrovi due di cui una di lusso e passi che "ma moriri moo ma", ma mai avrei pensato che fosse diventato un centro sociale di sinistra, poichè questo risultato referendario è l'ultimo atto di una serie di eventi che da circa 5 anni hanno avuto una accelerazione :flottilla, giudici che si presentano assieme ai contestatori al porto, manifestzioni propal, contro il muos, picchettaggi per impedire il ricordo delle foibe...(sono quelli che mi ricordo)

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