Palermo (si sente) sotto assedio. Nella notte della movida si è manifestato Gaetano Maranzano e ha ucciso Paolo Taormina. E’ atterrato, come l’avamposto di una specie ‘aliena’, osservata per anni e poi persa di vista.
Come il prodotto di una subcultura criminale, nata allo Zen, nei luoghi del disagio, pur caratterizzati dalla presenza di tanta gente onesta. Il colpo di pistola a due passi dal Teatro Massimo ha spento una vita, danno incalcolabile a cui si è aggiunta la ferita collettiva di una più profonda paura, già presente, culminata in una tragica notte.
La città ha reagito davanti al terribile evento con la sorpresa dell’ignavia. Aveva circoscritto, secondo i registri di una illusoria convinzione, tutta la violenza sotto il tappeto delle periferie, alla stregua di una polvere malefica. E adesso si scopre indifesa, perché quel male che era ‘tollerabile’ (ma non lo era affatto) dentro programmate lontananze diventa turbamento quando si fa prossimo.
Ferrandelli e le minacce
Palermo è sotto assedio. Fabrizio Ferrandelli, l’assessore che si occupa, tra l’altro, di emergenza abitativa, viene avvertito di una bomba carta esplosa vicino casa. Le indagini faranno il loro corso. Intanto, la cronaca registra i soprusi di chi, verosimilmente, teme di perdere potere e denaro.
“Le minacce sono continue – ha detto l’assessore Ferrandelli al nostro giornale -. Non è facile quello che stiamo facendo, impiantando la legalità nel cuore del mercato in nero delle case abusive, dando semplicemente gli alloggi a chi ne ha diritto. Ci sono soggetti che si sentono i padroni di pezzi della città e non va bene”.
Scenari inquietanti
Frasi e circostanze che richiamano scenari inquietanti. “Palermo rischia di essere di nuovo in preda della mafia. Non è vero che non c’è più”. Lo ha ricordato l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nel corso della celebrazione per il beato Pino Puglisi, a Brancaccio.
Palermo è sotto assedio. I nemici sono quelli di sempre. Da vaste sacche di abbandono riemergono vecchi e nuovi fantasmi. L’amministrazione comunale deve avere toccato fili scoperti, finora occultati dal lassismo, se un suo assessore sperimenta l’opposizione violenta a un progetto di legalità.
Come si rompe l’assedio di Palermo? Anche con una politica responsabile. Capace di guardare all’interesse generale, senza rinunciare né alla dialettica, né alla propria visione di parte. Un invito per tutti. Confondere il possibile guadagno elettorale con il bene comune sarebbe un peccato imperdonabile.
Scrivi a direttore@livesicilia.it

