MALETTO – “Non ero sicuro di vincere, ma confidavo nella legge”. Con queste parole Pippo De Luca, ex sindaco di Maletto, commenta il parere dell’Ufficio legale della Regione Sicilia che mette fine alla querelle tra lui e il Parco dell’Etna iniziata lo scorso ottobre. Secondo l’Avvocatura regionale, chiamata in causa dall’Assessorato al Territorio, De Luca dovrà infatti essere reintegrato in seno al Comitato esecutivo dell’Ente da cui, il 19 ottobre, il Consiglio aveva deliberato la sua decadenza in quanto non più sindaco. A prendere il suo posto allora Salvatore Longo, assessore di Ragalna.
De Luca ha sempre rivendicato la legittimità del suo incarico, che sarebbe dovuto scadere nel 2018, sostenendo di essersi candidato e di essere stato eletto il 7 maggio 2013 non in qualità di primo cittadino ma come esperto in temi ambientali. Il suo ruolo all’interno del Comitato, dunque, non sarebbe dovuto venire meno con la fine del suo mandato da amministratore comunale. E ieri la sua tesi difensiva ha definitivamente trovato conferma. Una comunicazione che, già notificata all’Ente Parco, attende ora di essere ufficialmente trasmessa anche al diretto interessato.
Per prima cosa “chiederò perché non sono stato riammesso a dicembre”. Rievocando questi mesi, De Luca spiega infatti che già a dicembre l’Assessorato al Territorio aveva mandato all’Ente Parco una nota nella quale diceva che, visto il parere da un lato dei revisori dei conti del Parco, chiamati in causa sempre dall’ARTA, che davano ragione all’ex sindaco di Maletto e dall’altro quello del legale dell’Ente secondo cui la decadenza avrebbe dovuto operare di diritto “nel momento stesso della fine del mandato da sindaco”, per dirimere il tutto avrebbe appunto richiesto il parere dell’Avvocatura regionale. Nel contempo, continua De Luca, veniva interrotta “l’efficacia delle delibere sia di revoca che di nomina” del 19 ottobre, quindi lui avrebbe dovuto riprendere il proprio posto. Passo successivo, dunque, laddove anche su questo punto gli venisse data ragione, sarà chiedere l’annullamento degli atti deliberati in questi mesi dal Comitato, in quanto emanati da un organo con una composizione illegittima. Per il resto, conclude un De Luca vittorioso, “continuerò ad occuparmi sia del territorio sia del Parco come ho sempre fatto”.

