Parroco non dà l'ostia in mano: intervengono i carabinieri - Live Sicilia

Parroco non dà l’ostia in mano: intervengono i carabinieri

ACQUAVIVA PLATANI
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E’ stato necessario l’intervento di una pattuglia dei carabinieri per riportare alla calma un fedele al quale il parroco ad Acquaviva Platani, don Francesco Novara aveva rifiutato la consegna dell’ostia in mano. Il sacerdote infatti durante la funzione religiosa distribuisce la comunione solo a quanti accettano di assumerla direttamente in bocca dalle sue mani. La decisione di don Novara ha già spaccato la comunità tra chi ritiene corretto questo modo di fare e chi invece lo definisce esagerato.

(fonte Ansa)


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Commenti

    Mi preme far rilevare al parroco di Acquaviva Platani Don Francesco Novara che la pratica della distribuzione della comunione sulle mani,da lui avversata con tanto di diniego,è invece da consigliare, e dico da attuare sempre. Il buon presbitero ritiene forse che le mani del fedele siano indegne di ricevere il corpo di Cristo a causa di eventuali colpe di appropriazioni e non pensa che la lingua fa più omicidi incruenti, si, ma più gravi quando si distrugge una persona. E in ultimo c’è da considerare che igienicamente farsi leccare le dita da più persone può far correre il rischio di contagi.

    Gloria a Dio e grande plauso a Don Francesco Novara per il suo rifiuto di distribuire la comunione ponendo nelle mani dei fedeli la particola consacrata e grande dispiacere per il commento di ignazio randazzo che molto probabilmente si trova ad anni luce dal vero problema .
    prima di procedere oltre voglio rivolgere a chi legge una semplice domanda : per voi cosa rappresenta l’ostia consacrata ? avete mai sentito dire che non si tratta di pane o di altre cose simili ma si tratta di ricevere nel nostro corpo direttamente il nostro Signore Gesù Cristo ? se si Crede che si tratti di pane bisogna ritornare al catechismo per bambini e cercare di capire bene ; se , invece , com’è vero e incontrovertibile si tratta di Nostro Signore Gesù Cristo, io penso che dovremmo porre in essere un atteggiamento di grande rispetto e devozione ” ricevendo” Dio nel nostro corpo senza nessuna possibilità di manipolazioni e/o dispersioni anche del più piccolo frammento. Inoltre, il prete non si fa ” leccare le dita ” dai fedeli ma depone con delicatezza nella bocca l’ostia consacrata che, peraltro, solo lui è autorizzato a toccare con le mani (possibilità concessagli direttamente da nostro Signore Gesù Cristo ) grazie per avermi prestato attenzione e gloroa eterna al nostro Padre Celeste .

    L’argomento che attiene ai momenti eucaristici non possono essere oggetto di polemiche e per questo chiedo scusa al fratello in Cristo. La mia osservazione, sul diniego di Don Francesco di deporre sulle mani di un fedele il corpo di Gesù,voleva considerare lo stato di mortificazione che, a quanto pare, ha avuto un seguito increscioso. Ne valeva la pena ? Ha ragione Giovanni nel dire che mi trovo indietro anni luce. Ma chi non lo è ? A questo proposito ricordo che quando il Maestro istituì l’Eucarestia spezzò il pane lo diede ai discepoli e disse :prendete e mangiatene tutti….e cosi fece col calice.
    E ancora ricordo al fratello in Cristo e a chi ha seguito la vicenda che la
    Santa Sede, previo decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, ha approvato
    la modalità di tale distribuzione. Che abbia considerato un più opportuno modo
    di partecipazione eucaristica ?
    Ignazio

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