PALERMO – Un competitor in meno e tre endorsement favorevoli che si aggiungono a quello del presidente del Senato Ignazio La Russa. Il bilancio per Renato Schifani, al termine di un venerdì che ha visto Ragalna come epicentro della politica regionale, è positivo.
Schifani e il secondo mandato
Le distanze tra l’attuale inquilino di Palazzo d’Orleans e l’investitura per il secondo mandato sembrerebbero accorciarsi. Il condizionale è d’obbligo dal momento che, per dirla con le parole del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, “la Sicilia rientrerà in un ragionamento complessivo del centrodestra che comprende anche altre regioni”.

Il passo ‘di lato’ di Nello Musumeci
Dalla convention EtnaForum 2026, in una delle giornate più calde di un’estate infernale, sono arrivate le notizie più confortanti per Schifani. A partire dalle parole del suo predecessore Nello Musumeci, che con una buona dose di garbo ha sgombrato il campo da ogni fraintendimento togliendo linfa ai retroscenisti: l’attuale ministro della Protezione civile non intende più candidarsi per la presidenza della Regione.
Musumeci: “C’è un tempo per ogni cosa”
Musumeci ha fatto ricorso ai testi biblici per ricordare a tutti che “c’è un tempo per ogni cosa”. “Non metterò mai più piede a Palazzo d’Orleans, dove comunque ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita. – ha aggiunto – Quando si arriva a 70 anni si comincia a programmare e a concludere. Io ho avuto qualche problema di salute. Si diventa fragili. Non si fanno progetti a quest’età, ma ci si alza la mattina senza l’ansia di ricevere attacchi e si passa del tempo con i nipoti”.
Musumeci lascia la scena politica regionale (“ma solo quella”, assicura chi lo conosce bene) ma non va in pensione e a Ragalna decide di non ravvivare il dibattito sulla “regola dell’uscente che non esiste più” (copyright dello stesso ministro). Schifani? Se si ricandida lo voto”. Un atto di chiarezza, quello dell’ex governatore, rispetto ad un dibattito interno al centrodestra che nelle ultime settimane ha ripreso vigore.

Minardo: “Forza Italia favorevole al bis di Schifani”
Il venerdì di Palazzo d’Orleans si è chiuso così con un’atmosfera migliore rispetto a quella, già positiva, del mattino. Intervistato da Repubblica, infatti, il commissario di Forza Italia, Nino Minardo, ha ribadito la “posizione favorevole” del suo partito rispetto allo Schifani bis.
“Una opinione che ho già espresso più volte”, ha tenuto a precisare Minardo che ha esaurito così, con poche parole, la domanda principe di queste settimane. Il semaforo è verde ma in controluce si intravede una certa cautela, anche perché spetterà al tavolo nazionale del centrodestra incasellare i candidati con le regioni.

Schifani bis, ok anche da Galvagno
Si torna così alle osservazioni di Galvagno, a quelle “dinamiche complessive che toccheranno altre regioni d’Italia”. Da par suo, il presidente dell’Ars ha approvato lo Schifani bis (“si sta governando bene”) ricordando a tutti che lui non è tra quelli che “vogliono soffiare la poltrona al presidente”. L’ok del numero uno di Sala d’Ercole è altro fieno in cascina per Schifani, che però riceve anche un secondo messaggio da Galvagno: Cateno De Luca deve fare della coalizione.
Galvagno ‘chiama’ De Luca nel centrodestra
L’amicizia tra il presidente dell’Ars e l’istrionico sindaco di Taormina alla guida di Sud chiama nord era cosa nota ben prima dell’appuntamento di Ragalna. Dal versante sud-occidentale del vulcano, però, Galvagno ha voluto ufficializzare il feeling con e Luca: “Un bravo amministratore, capace di raggiungere risultati ‘non ordinari’ non soltanto in provincia di Messina”.
Il messaggio è anche al resto della coalizione: per avere la certezza matematica del successo bisognerà accogliere Cateno De Luca nel centrodestra. “Bisogna allargare la coalizione”, è stato il suggerimento del presidente dell’Ars che punta a confermare il proprio posto sullo scranno più alto di Sala d’Ercole.

Germanà: “Noi sempre leali al governo, sì al bis”
Tra un Minardo del mattino e un Galvagno della sera, in mezzo c’è Nino Germanà, segretario regionale della Lega che non ha voluto perdere terreno rispetto a Fratelli d’Italia e Forza Italia. “In questi anni abbiamo sostenuto il governo con responsabilità, anche nei momenti più complessi – ha detto il senatore del Carroccio -. Per questo non c’è bisogno di particolari dichiarazioni per dire che Renato Schifani può guidare la Regione anche per un secondo mandato. La Sicilia ha bisogno di continuità, non di avventure o di improvvisazioni”.
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Sbardella: “FdI ha 4-5 nomi di notevole livello”
Musica per le orecchie di Palazzo d’Orleans, che però deve registrare anche la sottolineatura del commissario FdI Luca Sbardella: “In Sicilia abbiamo la possibilità di mettere sul tavolo almeno 4-5 proposte di notevole livello. Alcuni sono pronti a correre come candidati presidenti, quindi non abbiamo problemi. Ma tutto si deciderà al tempo opportuno”.

Le parole di la Russa sullo Schifani bis
È il segnale dell’esistenza di diverse sensibilità tra i meloniani, anche se le parole di La Russa rappresentano uno degli assi in mano a Schifani. “È un buon presidente della Regione e, normalmente, quando un buon presidente di Regione decide di riproporre la propria candidatura viene ricandidato”, le parole di colui che nel 2022 fu big sponsor della soluzione Schifani in un centrodestra che rischiava di avvitarsi su se stesso a causa dei veti incrociati su Musumeci.




