Dybala, da bocciato alla Juventus | Una rivincita di sorrisi e sudore - Live Sicilia

Dybala, da bocciato alla Juventus | Una rivincita di sorrisi e sudore

Paulo Dybala (21), tre stagioni con la maglia del Palermo

Tre stagioni con la casacca rosanero, tra iniziali difficoltà e un finale da protagonista assoluto. L’avventura a Palermo di un talento prima bistrattato e poi osannato, su cui sin dall’incipit dell’esperienza nella Conca d’Oro aveva scommesso soltanto Maurizio Zamparini.

IL COLPO DI MERCATO
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PALERMO – Luglio del 2012, pochi giorni al Festino di Santa Rosalia. Al termine di un’intervista telefonica rilasciata alla nostra redazione, Zamparini si concede una battuta: “Le dirò, in molti stanno criticando il mercato del Palermo. L’altra volta qualcuno mi disse ‘Perché prendi questo Dybala delle mie balle?’, ma vedrà che questo giovane farà bene”. In città si guardava con scetticismo a un investimento da 12 milioni per un ragazzo appena diciottenne proveniente dalla serie B argentina. Bisogna riconoscerlo, il presidente ci aveva visto lungo. Come con altri presunti artigiani, poi rivelatisi artisti, passati dal sarto delle divise rosanero per prendere le misure, indossare l’abito e rimetterlo in gruccia per vestire altri panni. Toni, Amauri, Sirigu, Pastore, solo per citare i più celebri, e adesso Dybala.

Il campioncino bistrattato da stampa e tifosi (promemoria per chi, negli ultimi mesi con incalzante e stucchevole insistenza, ha tentato di salire sul carro del partente, più che su quello del vincitore), ridotto a fare la spola tra infermeria, tribuna e panchina, poi dimenticato e, in ultima battuta, pescato dal mazzo di carte dei rimandati, insieme a Vazquez, da Beppe Iachini. Dopodiché gradualmente recuperato psicologicamente, atleticamente, sino a mostrare i primi segnali di rinascita nelle battute finali di un torneo di serie B vinto con altri giocatori, mentre si lavorava al futuro di una rosa chiamata a misurarsi con il massimo campionato. Il titolare è Belotti, si diceva. Hernandez, ammesso che rimanga, di certo non può sedere in panchina, anche Lafferty ha fatto il suo. Dybala è una scommessa. Che si rivelerà vinta, anzi stravinta, dal condottiero di Ascoli Piceno.

E si arriva al passato recente. Il bomber dell’under 21 finisce in panchina, l’uruguaiano e il nordirlandese migrano Oltremanica, mentre il folletto ex Instituto viene messo al centro del progetto tecnico. E su di lui ripiombano le pressioni di un cartellino pagato caro, anzi carissimo, anche perché a fine agosto il Tas stabilisce che il Palermo dovrà versare altri otto milioni di euro nelle casse della Pencilhill Limited di Gustavo Mascardi, che si aggiudica il contenzioso con la società di viale del Fante. I fantasmi di un fallimento tornano ad aleggiare su quello che, in seguito, sarebbe diventato “ù picciriddu” osannato dal cuore del tifo rosanero, ma che per il momento rimane niente di più dell’ennesimo campione di carta pesta dell’ultracentenaria storia del club. La sola maniera per zittire anche gli scettici della seconda ora consiste nel silenzio di una risposta sul campo. Responsabilizzato e cresciuto anche sotto il profilo mentale, Dybala inizia a incantare.

Gol nel vernissage contro la Sampdoria, numeri e giocate d’alta scuola in serie che cominciano a valere al gioiello di Laguna Larga proseliti, complimenti e improbabili rivisitazioni di condanne passate in giudicato, cosicché quelli che un tempo furono fischi e successivamente mugugni, magicamente si trasformano in applausi. Quotidiani e trasmissioni radio-televisive adesso raccontano di un attaccante moderno dalla classe cristallina, addirittura c’è chi va a rovistare tra gli estratti di nascita per verificare se vi siano le condizioni per una convocazione in maglia azzurra. Si muove in prima persona anche il ct Conte, ma Dybala è irremovibile: vuole giocare per l’albiceleste, per la sua Argentina. E spera in una chiamata in extremis per la Copa América, quando Tata Martino si sposta da un continente all’altro e giunge al “Barbera” per vederlo all’opera contro il Genoa. Niente da fare, appuntamento rimandato.

Zamparini, ben prima di questa visita gradita e inattesa, aveva cominciato a fiutare l’affare, ricevendo dall’insindacabile giudizio del campo la conferma di avere tra le mani un uomo mercato, seppur con un contratto in scadenza nel 2016: cercare un accordo per un rinnovo preventivo non è affatto semplice. Nella dialettica di trattative contraddistinte da parole grosse e nervi saldi, vola anche qualche accusa: “Il ragazzo sta cambiando”, tuona il patron. C’è il timore che possa ripetersi quanto accaduto con Muñoz prima e Barreto successivamente, tuttavia nel giro di poco tempo la querelle torna ad assumere i contorni di una liaison. Anche perché ci si deve ancora conquistare la salvezza, obiettivo che ha precedenza su tutto. Arrivano timide richieste dall’estero, mentre in Italia a muoversi concretamente è la Juventus di Agnelli.

Un segnale di stima che l’argentino dimostra di apprezzare, anche attraverso dichiarazioni ammiccanti ma intelligenti, senza mai dare la sensazione che il Palermo sia una fastidiosa palla al piede della quale liberarsi in maniera rapida e indolore. Paulino ci pensa su e matura la decisione, ove sia possibile, di rimanere in Italia per proseguire il proprio percorso di crescita professionale. Si muovono anche le altre big nazionali, ma di proposte vere e proprie non ne arrivano alla casella postale della dirigenza rosa. E la trattativa per l’approdo in bianconero avanza, a piccoli passi e sotto traccia. A inizio maggio, però, irrompe sulla scena Silvio Berlusconi, intenzionato a condurre la partita dello scacco matto alla Juve in prima persona. Convoca Zamparini ad Arcore e cerca di rilanciare: l’interesse è concreto, l’offerta del club di via Aldo Rossi merita ascolto.

Il colpo di teatro può far saltare il banco, tuttavia non basta al mattatore rossonero per interrompere la marcia dei campioni d’Italia verso un obiettivo individuato da tempo. Il Milan torna dietro le quinte, Zamparini stringe la mano a Marotta seguito a ruota dall’entourage dell’attaccante. Juventus-Dybala, si può fare. Si dovrebbe fare. Si fa. È il primo affare di un mercato che deve ancora vedere la luce. Titoli virtuali, a inchiostro, speakerati e in sovraimpressione invadono l’universo della passione per la sfera di cuoio. Questione chiusa. Ora c’è da terminare nel migliore dei modi con il Palermo. Da capitano. Magari con un’ultima pennellata d’autore su una tela che rimarrà comunque pezzo da museo dei ricordi della storia rosanero.


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    Un ragazzo comprato per 12 milioni dalla b argentina. Sara’ rivenduto per non si sapra’ mai quanto, come fu per Cavani, quando prima Zamparini grido’ alla trufa, poi si zitti’ forse perche’ c’era il rischio che emergesse un sommerso indicibile e inenarrabile. Ma puo’ un bambino valere 12 milioni? Ma crede un bambino che andando alla Juve non gli finira’ in panchina per sempre? Per capire se vale dovrebbe farsi altre 2 stagioni nel Palermo, ma pure lui e’ preda di quella concezione predaroria della vita di cui ha parlato Mattarella. Di Zamparini non parlo nemmeno, e’ la categoria umana a cui lui appartiene che mi disgusta, da sempre.

    Hai dimenticato i “veri” protagonisti di tutta questa faccenda: i procuratori, veri ed unici mattatori nel calcio moderno. E quando un procuratore riesce a procurarti un contratto di quasi 2,5 mln netti a stagione per 5 anni, tu al posto di Dybala cosa faresti? E non penso neanche ad un presidente qualsiasi che dice “no, non lo vendo e pareggio il bilancio con soldi miei!” Sia chiaro, tutto questo non piace neanche a me, ma è il calcio di oggi, tutto business e poco sport. Tuttavia, mentre all’estero (vedi Spagna) le piccole/medie società si stanno ribellando per ottenere una più equa distribuzione dei diritti tv che consentirebbe un livellamento degli equilibri monetari delle società, in Italia tutti esultano perchè la Juve è in finale e i mali del calcio italiano sembrano risolti, gli altri vendono agli stranieri e l’unico che continua a gridare è Zamparini, che lotta contro i “mulini a vento” e viene deriso persino da suoi stessi tifosi. Avrà certamente mille difetti, ma vista la situazione in Italia, quanti di noi riuscirebbero a fare meglio al posto suo? Non è un post “pro Zamparini”, ma un post contro il sistema calcio.

    Se gli fai fare altre due stagioni al palermo, esplode e una squadra italiana non può più permetterselo. Devi agire prima rischiando un po’, solo così puoi trovarti dei fuoriclasse nella rosa, vedi Pogba

    Analisi condivisibile. La carriera di Dybala merita di continuare altrove.

    La classe c’è e le probabilità che emerga anche in una grande squadra come la Juventus ci sono, di certo non partirà titolare ma starà a lui sapersi imporsi, gli impegni sono tanti e gli spazi per dimostrare il proprio valore non gli mancheranno. Spero gli vada bene, in realtà gli è andata già bene……..due milioni e mezzo a stagione per cinque anni a quella età….non è da tutti.
    Spero che se un giorno incontrando il Palermo dovesse segnare evitasse di esultare….sarebbe offensivo per un pubblico che lo ha lanciato ed apprezzato per diversi anni.
    Speriamo bene

    Ragazzo x bene lo incontrarto in aeroporto era in macchina ho bussato al finestrino x kiedere di fare una foto e nn se fatto pregare due volte merita tt quello ke di bello gli sta capitando x ke e un vero campione sia in campo ke fuori…peccato ke vd alla Juve …io sn interista forza palermo

    Altre due stagioni al Palermo? Ma voi pensate che Zamparini gli adeguerebbe lo stipendio????

    Soprattutto se gioca per la Juventus che qui a Palermo è storicamente molto amata. A marzo mi trovavo nei pressi dello Stadio Barbera e non posso dimenticare il boato dei tifosi al gol vincente della Juve, che neanche allo Stadio di Torino.

    Invece di Pulvirenti, perchè non fai parlare a tutti quei padri di famiglia che adesso sono in mezzo a una strada??
    arazio, prima di nominare IL SIGNOR MAURIZIO ZAMPARINI, sciacquati la bocca con l’aceto.

    Beh, non so se è l’Orazio delle cazzate a raffica o il vecchio Orazio, oppure lo stesso, almeno questo è un commento. Quanto al contenuto mi stupisco che Orazio si stupisca o faccia finta di essere stupito sulla follia del mondo del calcio, sembra se ne stia accorgendo solo adesso nel caso della cessione di Dybala. Concordo sul fatto che fossi stato nel ragazzino e in chi ne cura gli interessi, avrei fatto di tutto per restare almeno un altro anno in una realtà come la nostra prima di andare a Torino o in piazze dove dovrà dimostrare di valere i soldi spesi. Quanto alle nostre presidenze consiglierei ad Orazio di occuparsi prima del nostro del suo di presidente, di quello che ha fatto nel calcio e soprattutto fuori dal calcio, forse qualche motivo in più di disgusto lo troverebbe anche in quel caso.

    Quale calcio è oggi per il tifoso che impegna amore risorse per una squadra virtuale dedita solo agli interessi del presidente, siamo solo merce vergognosa e avariata dalla speculazione del Dio denaro che in nome dello sport piu’ bello al mondo fa girare i suoi interessi perversi economici, tutto gira nell’intorno della nostra illusione e dei nostri presidenti che approfittano per far diventare sol potere denaro le illusione dei suoi tifosi investendo solo per portare in cima solo quelle squadre che creano opportunità economica, tutte le altre sono solo merce di scambio, poveri illusi tutti quei finti club di tifosi che di tifoso non hanno niente non andiamo più allo stadio non guardiamo più partite se lo continuerete afare illuderete voi stessi e arricchirete quattro pivelli giocatori che si troveranno a 20 anni un patrimonio immenso , e voi rimarrete incastrati senza un euro solo perchè vi hanno illuso che la vostra squadra può ambire nel sogno perduto, quelle che porteranno più soldi meriteranno il primo , le altre serviranno per creare illusioni.

    Caro Prince, come non concordare con te. Certo che l’utenza di Livesicilia è molto strana: in un blog dove si parla del Palermo e si dovrebbero commentare positivamente le vicende della squadra quando i risultati sono positivi; negativamente, ma con senso critico e non provocatoriamente delirante, quando sono avversi, invece, abbiamo una platea di non tifosi del Palermo come Luna, una pletora di delocalizzati strisciati che inneggiano alla terronica rubentus e una discreta fetta di complessati etnei che invece di indignarsi per le vicende imprenditoriali e calcistiche fallimentari del campione della catanesitá Nino Pulvirenti, si indignano per l’esistenza stessa in terra di Maurizio Zamparini (!!!!) dimenticando gli orrori perpetrati al Calcio (e al Paese) da realtà come la Fiat, l’ENI, Confindustria o da personaggi borderline come Preziosi, Ferrero, Berlusconi ecc. ecc. ecc. A me personalmente mi disgustano personaggi come questo Orazio che presuppongo essere l’individuo catanese con cui sprecai molto del mio tempo mesi fa, accorgendomi alla fine che le sue argomentazioni poggiavano su una base intellettuale sottile e impalpabile. Costui tra l’altro prende a prestito una frase del Presidente Mattarella pronunciata in un contesto completamente diverso (la concezione della dimensione pubblica) pretendendo di renderla congrua rispetto al fatto che Dybala a 18 anni sia stato comprato per 12 milioni adombrando una sordida attività di trafficante da parte del Presidente del Palermo. Siamo ai titoli di coda. Questa è l’utenza del calcio dove si confondono la violenza il pressappochismo, il complottismo, e soprattutto la irreversibile mancanza di una cultura calcistica sana che dovrebbe imporre ai C.d. Tifosi di commentare con equilibrio le vicende calcistiche. Certo la classe dirigente del calcio non è il massimo e i tifosi di conseguenza sono molto peggiori di essi. Ottimo, in questo senso, il commento di Michele che centra il problema senza tradire alcuna sudditanza o avversione verso chicchessia, segno che, appunto, si può denunciare o criticare rimanendo sempre sopra le parti. Purtroppo invece l’invidia, la frustrazione e i complessi di inferiorità (in generale sentimenti di bassissimo profilo) banalizzano i problemi distorcono la realtà è in generale oscurano la ragione. In questo senso tale Orazio è completamente ottenebrato.
    Tornando al calcio, non comprendo come mai si faccia fatica a capire che in uno sport dove dominano i capitali, la nuova dimensione aziendale delle squadre di seconda fascia ė l’attenzione ai bilanci e la sopravvivenza. Quante polemiche inutili con questa storia di Dybala! Per me è già il passato. Giustissimo che vada via. Dice bene Michele. Bisogna prendere atto che l’impatto dei procuratori sul pianeta calcio è stato devastante. Non è eticamente corretto che si paghino certi ingaggi. Li paghino gli altri. Non ci affezioniamo tropo ai calciatori e guardiamo avanti. Il Palermo, al netto delle cicliche follie di Zamparini è entrato in questa fase da ormai due anni e ha improntato la sua missione in una ricerca di under 23 da valorizzare e rivendere per ottenere obiettivi di posizionamento sempre migliori, aprendo un ciclo con un solo allenatore e fidelizzando i tifosi. Tutto corretto. Ma qui c’è l’unica nota stonata della storia: i tifosi, appunto. Qui questa impostazione non è gradita. A Verona sponda Chievo, a Sassuolo, a Carpi a Udine si, a Palermo no. Qui tutti signori: si pensa la finale di Berlino, o a classificare come resche i giocatori che non si conoscono perché non sono quelli che si vedono su Sky o Mediaset. Io non amo Zamparini ma spero che rimanga fino a 90 anni contro i desideri di tutta questa gente.

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