Matteo Renzi non parlerà, anzi neanche parteciperà alla direzione del Pd di oggi, perché – spiegano i suoi – si è ormai dimesso da segretario. È chiaro, ormai, non c’è più nessuna trattativa possibile: il congresso del Pd è avviato e la direzione nominerà la commissione incaricata di gestire il percorso.
Sono Michele Emiliano, Roberto Speranza ed Enrico Rossi – dicono i renziani – a dover decidere se sfidare Renzi nelle primarie di primavera oppure uscire dal partito. Speranza, che guida i bersaniani, e Rossi non andranno alla direzione e hanno più di un piede fuori. Emiliano viene descritto invece come ancora incerto: i renziani non escludono ripensamenti.
Ma all’indomani dell’assemblea, mentre proseguono gli appelli e c’è chi tiene accesa la fiammella dell’unità, la scissione è nei fatti. E tra chi resta, già si tessono le trame del congresso: Andrea Orlando, Gianni Cuperlo e Cesare Damiano lavorano a una candidatura alternativa a Renzi.

