Picchiata sul tram da un uomo| Voleva solo difendere un cane

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Commenti

    Nessuno è intervenuto per difendere una donna picchiata da un energumeno, anzi dico pure che se i presenti alla scena fossero stati costretti a scegliere chi aiutare fra i due si sarebbero sicuramente schierati dalla parte dell’aggressore anzicchè della vittima, tanto per non smentire il loro Dna palermitano…..

    Città persa, irrecuperabile

    ma chi era sul tram si deve solo vergognare, questa città non ha speranze per colpa di questa gente

    Complimenti a tutti gli altri “signori” passeggeri, che non hanno mosso un dito…

    Sono “schifiato” come lei………ma è proprio sicuro che se lei fosse stato presente sarebbe intervenuto…ma..ma..ma

    Irrecuperabili i presunti cittadini…

    Palermo, città della cultura.

    Città della munnizza, Mi chiedo. prima la capitale della munnizza era Napoli adesso Palermo? Oppure Palermo è vice capitale?

    A BORDO DEL TRAM TELECAMERE? VICINO STAZIONE TELECAMERE???

    Tutti eroi qui, da dietro una tastiera… probabilmente i primi a girarsi dall’altra parte se fossero stati su quel tram. Senza volere difendere il comportamento di chi non è intervenuto.

    il vero dramma non è la delinquenza dell’uomo, la violenza dello stesso, ma l’assoluta indifferenza di tutti coloro che erano sul tram. questa è la vera tragedia, questa è Palermo: non vedo, non sento, non parlo….Il mio, seppur piccolo plauso alla coraggiosa signora ed alla ragazza di colore l’unica ad intervenire.

    Tu eri lì e ovviamente puoi testimoniare che si è tratta d’indifferenza, vero?
    Anziché fare il solito leone da tastiera, hai provato a pensare che forse la gente ha avuto paura? O che il tutto sia avvenuto nel giro di pochi secondi, passando da una semplice discussione all’aggressione e poi alla fuga prima che qualcuno potesse intervenire?
    No, ovviamente no. Molto più facile gridare allo scandalo senza avere la minima idea di come si siano svolti i fatti. Come sempre su internet. La verità è irrilevante, non si cerca neache di capire cosa possa essere accaduto, perché la rete ha già dato il suo insindacabile giudizio.

    Quelli che hanno messo pollice verso sono quelli che sporcano la città, posteggiano in doppia fila, passano con il rosso, pagano (contenti) il posteggiatore abusivo, e che si girano dall’altra parte, ecc. ecc

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Un mandato per cambiare davvero Caro Direttore, Montalto dice una cosa essenziale: il primo passo deve farlo la politica. Allora una provocazione: e se la Sicilia fosse la prima a scegliere il mandato unico? Un solo mandato per governare e realizzare, senza un secondo mandato da preparare. L’“anno bianco di fatto” sembra già iniziato: bis, candidature, liste, alleanze e posizionamenti occupano la scena. Tempo ed energie che rischiano di essere sottratti ai problemi per consolidare la propria posizione. Con il mandato unico ci sarebbe una sola scadenza e un solo modo per prepararla: lasciare risultati consolidati. Risultati capaci di aprire la strada al partito che ha governato bene, non al singolo che vuole continuare a governare. Del resto, i partiti hanno sicuramente un numeroso vivaio di possibili presidenti. Sfruttiamolo. Cinque anni per governare, poi spazio a un altro. Il consenso premi i risultati e il progetto politico che li ha prodotti, non la permanenza di chi occupa la carica.

No. Non siamo nella condizione di fare, ma neanche pensare di fare tutto quello di molto interessante che ormai leggiamo quasi quotidianamente su Live. Ci pesa il culo, no nel senso di fortuna, ma nel senso vero e proprio della parola, quindi fisico, di dimensioni, di ingombro: il passato. Tanti anni fa mi è capitata fra le mani una “Storia di Sicilia” con il sottotitolo “come storia del popolo siciliano”. In realtà la nostra storia l'hanno fatta altri, noi siamo un popolo di conquistati che si è dovuto “adattare” agli invasori, ma che oggi si racconta d'essere stato un popolo accogliente, e udite, udite!, che è sempre stato tutt'uno col conquistatore di turno. In realtà, loro i padroni, noi... i servi. Questo spiega come sia possibile che distinti signori come Musumeci e Schifani siano ancora sulla breccia ad altissimi livelli e che il presidente del Consiglio e i suoi Fratelli siano intenti ad occupare Palazzi romani nonostante abbiano da un punto di vista astrologico come ascendente il Partito nazionale fascista, partito scomparso oltre 80 anni fa, ma soprattutto condannato dalla Storia, e come discendenti tutti gli altri a seguire senza soluzione di continuità. Con questo passato e questo presente non c'è futuro. *suono onomatopeico per dire no, “può essere accompagnato da un leggero e rapido movimento della testa all'indietro”.

Ovviamente la priorità non è il ponte sullo stretto di Messina considerato che il bene primario dell'acqua non è garantito ogni giorno a quasi la maggioranza dei Siciliani.. Spero che dopo tanto spreco di risorse si pensi a garantire l'acqua a tutti, come si garantisca a tutti il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente. Ma che accada è solo utopia. Se fossi un deputato dell'Ars mi vergognerei di percepire 12/13mila euro al mese quando ci sono troppi Siciliani in povertà assoluta

Sono i comportamenti che contano Caro Direttore, Pietro Bartolo merita qualcosa di più di una valutazione di programmi e numeri. Quando parla di dignità, accoglienza, salute e giovani, parla di ciò a cui ha dedicato concretamente una parte importante della propria vita. Alla fine sono i comportamenti che contano. E la Sicilia è ricca di persone che hanno dimostrato con i fatti cosa significhino responsabilità e impegno civile. Questa volta vorrei parlare soprattutto delle donne, forse meno ricordate di quanto meriterebbero: Elda Pucci, Pina Maisano Grassi, Letizia Battaglia. Tre donne diversissime che, ciascuna nel proprio campo, hanno trasformato convinzioni e responsabilità in comportamenti. Bartolo appartiene alla stessa Sicilia: quella di chi non si limita a dire ciò che dovrebbe essere fatto, ma lo testimonia con la propria vita. È una Sicilia ricca di donne e uomini capaci di autentica abnegazione civile. E forse dovremmo cominciare più spesso da loro quando cerchiamo di capire non soltanto quale Sicilia vorremmo, ma quale Sicilia esiste già.

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