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Prima rifate i marciapiede, pulite le strade e soprattutto fate parcheggi sensati e non piazzali vuoti per la scuola guida dei figli
Mance, mancette, poltronette. Però le bollette dei siciliani sono triplcate! Accise, tasse, depurazioni troppo frequenti, voci su voci spesso farraginose su acqua, tassa rifiuti ed energia. Si chiacchiera ma non cambia mai nulla! Diritto allopinone.
Manovre contro il caro bollette? No solo manovre di poltrone!
Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana
vergogna, va chiusa, quanti soldi nostri sprecati per un servizio che non esiste


Sicuramente non è una buona pubblicità per il centro storico e per i turisti che lo frequentano e portano soldi. Forse con più controllo e con pene più severe si può migliorare. Ma resta il problema che si scarcera con troppa facilità!
Bene, a questo punto credo che i palermitani onesti abbiano il diritto di non leggere piú notizie su “Palermo cittá sicura”, “cittá migliorata” e altre menate pubblicitarie.
Palermo é una cittá sciatta, disordinata e piú pericolosa di anni fa, almeno per il cittadino comune.
E quindi, le autoritá che si occupano della insicurezza di questa cittá cosa propongono? Portafogli e cellulare sempre lasciati a casa?
Peperoncino spray sempre in mano?
Forze dell’ordine sempre visibili, CON TASER IN VISTA, in particolare in certi quartieri?
Credo che ci sia troppa gente che dovrebbe stare chiusa nelle carceri ed invece si trova a delinquere, una situazione non più tollerabile, ci vuole una riforma seria del sistema.
sono sconcertata non si può più manco correre in pieno centro e lui era un uomo. Forse ad una donna sarebbe finita anche peggio
Credo che ci siano fin troppe responsabilità. Da mesi nel centro storico ci sono vetrine prese a colpi di mazza anche per 2 ore, gente scippata e rapinata, ultimamente anche gente picchiata. Chiedo dove siano le forze dell ordine in servizio di pattugliamento.
Video-camere a largo spettro, tele-audio-video 24/24H a livello capillare su tutto il territorio palermitano, periferia, centro e quartieri residenziali, servizi di pattugliamento 24/24h, mobilitare tutte le Forze dell’Ordine, nessuna esclusa. Sensibilizzare i palermitani circa la necessità di collaborare, segnalare, denunciare.
Città finita, stop!
Il discorso è sempre attuale e lo stesso….CI VOGLIONO PENE E REPRESSIONE….il resto rimangono dicerie e discorsi da bar !!
a prescindere da questi lestofanti che dovrebbero presto essere presi e rinchiusi in galera è vero che a Palermo non esiste la Polizia. In questi giorni di festa via Maqueda piena di gente e i soliti tunisini che vendono borse per strada, i soliti ambulanti, quelli che montano bancarelle, seggiolini, qualunque cosa. E’ ormai un mercato dei furbi senza regole. Polizia municipale manco a parlarne, è una specie estinta cosi come l’amministrazione comunale. Ma la Polizia? la finanza? tutti in ferie? abusivismo e illegalità sotto gli occhi di tutti e lo Stato assente.
Città pulita, sicura Capitale europea per alcuni buonisti. RINGRAZIATE CHE NON SONO IO AL POSTO DI SALVINI. IO VI AVREI DECLASSATO E BRUTTA PUBBLICITÀ. RINGRAZIATE. CITTÀ PULITA? AHAHAHAH
Ma Super Matteo….CHI DICI ?
Le zone più controllate sono sempre le zone più in della città,basterebbe mettere telecamere ovunque nelle borgate vicoli e vicoletti e vedrete come spaccio e stronzate simili non ci sarebbero più.Ma purtroppo lasciare alcune zone abbandonate “conviene” lo sappiamo.Purtroppo quando si vive in posti dove regna sovrana l’inciviltà e il credere di essere “cuoinna rure”prima o poi ti porta a a denigrare la propria città non puoi farci niente
Egregio signor Questore e Generale comandante dei Carabinieri, mi permetto di consigliare di smaltire un po di personale che sta in ufficio e incrementare le pattuglie per le vie cittadine e/o centro storico, h24. La vigilanza efficace deve essere h24.
DECUPLICARE IL NUMERO DI CAMERE DI SORVEGLIANZA E ARRESTARE SENZA ATTENUANTI QUESTI DELINQUENTI CHE AGISCONO DA BELVE.
SPERO CHE LI PRENDANO TUTTI E CHE FACCIANO UN PO` DI SANA GALERA.
Esistono due Palermo, una è quella falsa e patinata che si ostina a presentare ai media il sindaco di Palermo assieme ai suoi sostenitori che distolgono il loro sguardo radical chic sinistrorso che fa campagna elettorale perenne da degrado delle periferie che oramai ha raggiunto tutta la città ,l altra Palermo quella vera dov’è tutti noi sopravviviamo giornalmente senza speranza di futuro per i nostri figli è esattamente rappresentata da questi episodi di violenza e degrado quotidiano che si fanno sempre più numerosi , lo sanno tutti oramai che chi va alla trazione centrale per qualsiasi motivo lascia a casa cellulare documenti e soldi e chi va nelle zone del centro storico culla di cultura e accoglienza fa esattamente lo stesso Leoluca e company parlano continuamente di una Palermo che si sono inventata pro campagna elettorale ma come dimostrano i fatti e la realtà quotidiana la vera Palermo è figlia di degrado e fatiscenti e decadenza che si respira in ogni angolo della città
Il sindaco Ollando farebbe bene a installare le telecamere per una maggiore sicurezza al cittadino e non solo per fare cassa.
@FRAFRA
Prima di sparare bolle di sapone su un ministro qualunque, ci sono le autorità di Polizia, Prefetti e Amministrazioni comunali che devono affrontare i problemi locali , posto che, come giustamente osserva @maglietto, c’è un’illegalità diffusa e tollerata, anche se gli strumenti per affrontarla ci sono.
Il Ministro di turno non c’entra nulla!
Via Libertà è “zona in”?
E allora perché le vetrine di GUCCI sono state sfondate già 2 volte, pure con un’auto? E’ la città che è preda dei giovani tamarri perché circolano indisturbati OVUNQUE.
la politica comunale e’ troppo impegnata a fare la guerra al ministro che piaccia o non piaccia in democrazia rappresenta lo stato…
Sicuramente, a Palermo, c’è una banda composta da ragazzi e ragazze che si diverte ad aggredire le persone, picchiandole a sangue, per il solo scopo di divertirsi; credo che i componenti di questa banda di delinquenti mentali siano gli autori di parecchi aggressioni, compresa quella ai tifosi del Verona a Mondello; credo anche che siano gli autori degli assalti alle vetrine a colpi di mazza; sono pericolosi perché il loro scopo è quello di far e del male, solo per il gusto di farlo, per divertirsi; e credo che, un giorno o l’altro, ci scapperà il morto.
La decadenze della nostra società dipende anche dal fatto che i nostri figli, spesso le persone migliori e più fresche, scappano da questa città e a noi ci rimangano elementi sottosviluppati anche dal punto di vista etico e morale…questo ed altro poi è il risultato.
Nulla c’entra il nostro sindaco, se la società non ha voglia di cambiare.
Sbagliato anzi sbagliatissimo amministrazione comunale in primis deve creare tutte le condizioni di base per uno sviluppo economico del territorio a cominciare dall accelerazione per la concessione delle grandi licenze commerciali , faccio un esempio a caso , DECATHLON , a Palermo invece si fa tutto l opposto si cercano i cavilli burocratici per non fare approdare i grossi investitori che tanto prima o dopo si scocciano e vanno a investire altrove , ogni vicenda simile a questa è una spallata in più al degrado di Palermo
Io non me la sento di criminalizzare il sindaco, nè di censurare l’assenza delle forze dell’ordine. Il problema, a livello politico esiste, e non certo a livello di politica locale, bensì nel senso ampio del termine, ovvero vi è un problema di carattere normativo, per cui necessiterebbero leggi più rigide. Un esempio: individuare un aggressore e denunciarlo a piede libero serve a poco perchè il reato sarà senz’altro reiterato. Quindi, l’aggressore si becca la prima, la seconda, la terza….denuncia, ma sempre libero è; i malcapitati subiranno ancora a potranno recitare soltanto il ruolo di vittime. E questo non può continuare a funzionare. Ovviamente, poi, sarebbe opportuno un “controllo” più frequente e più incisivo, un’amministrazione comunale più presente (non che quella cammaratiana sia stata più presente, eh?….così come anche un’altra amministrazione di “colore” diverso, oggi non sarebbe in grado di offrire risultati diversi), e un senso civico più forte. Il senso civico. A Palermo, così come in tutte le grandi città, ormai è più facile colpevolizzare un’entità astratta che ci circonda (ovvero, per indicare il primo che passa, o meglio nessuno….uomini senza volto….), pur di sottrarsi ad ogni responsabilità; di più, a Palermo è molto comodo colpevolizzare un altro perchè oltre a discolpare se stessi, vi è il grande “vantaggio” di rendersi diretti protagonisti di continuare a fare i cazzi propri perchè, si sa….il palermitano per furbizia non lo fotte nessuno: occorre rispettare e fare rispettare le leggi…la legge vale per tutti, anzi….come si legge nelle aule di Tribunale, la legge è uguale per tutti, …. tranne per sè stessi…o no?….
Sig. sindaco, la smetta di sforzarsi a far credere che palermo, da lei amministrata, è cambiata. Si in effetti è cambiata……in peggio. solo lei riesce a vedere le cose belle. Palermo, monumentalmente è una città stupenda, ma questo non è merito suo, lei sta solo cavalcando l’onda. Spero ardentemente che le forze dell’ordine riescano, sono certo, a venire a capo della situazione, così conosceremo le facce di questi balordi ed indegni personaggio di cui, purtroppo, Palermo è piena.
La polizia di quartiere, l’esercito sulle strade è un giusto deterrente per la tranquillità delle via più degradate e non di Palermo. Se ne parla sempre ma, in concreto, non viene attuato nulla di tutto ciò. Quando si porrà in essere un progetto di iniziative serie per risolvere i problemi seri della città di Palermo anziché parlare di iniziative da affrontare in itinere senza mai concludere nulla? I quotidiani sempre sono pieni delle doglianze dei cittadini di Palermo ormai inermi e stanchi per le nefandezze che accadono nella nostra città. Quando si porrà rimedio a tutto ciò? Deve essere incaricato da Roma per far pulizia del lerciume che accade a Palermo un “Prefetto di ferro”? Se il Sindaco non è in grado di intervenire segnalando a carabinieri la piena collaborazione con la polizia municipale al controllo del territorio , chi deve occuparsene? La città di Palermo non merita questa immagine negativa se vuole veramente essere considerata capitale della civiltà e della cultura.