"Pochi mesi e l'Anello ferroviario non sarà più un problema per Palermo"

“Pochi mesi e l’Anello ferroviario non sarà più un problema”

Anello ferroviario
Il cantiere fra via Roma e via Wagner. Foto: Facebook, Palermo in Progress
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Commenti

    Previsioni senza fare i conti con un nuovo “locc down”… Ma quanti sono gli “esperti” del web …?

    Vorrei solo informare l’Ing. Di Maria che se passa oggi da via Sicilia (lato Bar Sicilia) troverà il cantiere chiuso.

    Questo di maria vive a Palermo? Ma che realtà vive?
    Venga in via Sicilia!

    Ancora una volta emerge l’esigenza che, in maniera decisa, pressante e non rinviabile, la città di Palermo (e quindi il Sindaco e l’Assessore alla Mobilità) chiedano, con forza, con urgenza e in maniera pressante, l’immediata revisione del contratto di servizio di Trenitalia, al fine di considerare e rendere possibile (e finanziabile) un servizio sul passante ferroviario che nella tratta urbana di Palermo assicuri una frequenza almeno fino a dici treni all’ora per direzione.
    Parimenti occorre adoperarsi per tempo per definire un ottimale livello di servizio per l’anello ferroviario e sulla base di questo porre le basi formali, per la gestione della linea, prevedendo le adeguate risorse e quant’altro necessario (dal punto di vista gestionale, amministrativo e contabile) per assicurare all’utenza una linea di trasporto appetibile.
    Anche in questo caso il ruolo del Comune di Palermo deve essere, contrariamente al recente passato, centrale e non marginale, evitando di lasciare solo alla Regione e al vettore del trasporto il compito di definire scelte che riguardano in particolare la comunità cittadina palermitana.

    … e come dice sinnacollando (diceva…): VIVA PALEMMU E SANTURIMARIA… !!!

    Sul web si legge da 4 anni che, secondo i tecnici del comune, i lavori (con danni agli edifici e indagini di magistratura in corso) dell’anello ferroviario starebbero procedendo alla grande.. (da 4 anni… ??) e, per di più, sempre sul web, non meglio identificati “esperti di facebook”, molti di loro fuori corso all’università, qualcuno con laurea (?) in ferrovie, ma TUTTI disoccupati, sperano, con le loro lodi, di ottenere un posto (anche di usciere) alle ferrovie…

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

“Troppe donne sono costrette a scegliere tra cura e carriera e a vivere nell'incertezza”. Proprio così, oggi come ieri le donne continuano ad avere l'esclusiva della cura dei figli, dei genitori, della casa senza che un governo di qualunque livello dia un qualche contributo, asili nido, assistenza domiciliare, scuola a tempo pieno, permessi retribuiti, scuole aperte anche d'estate, ecc., permettendo loro di lavorare in tranquillità e, volendolo, fare dei figli. Un welfare al femminile? No! È un welfare, per dirla con la Meloni, utile per dare un futuro alla Nazione. Non puoi fare figli e mantenere la famiglia con un solo stipendio di 1200 euro o giù di lì. Infatti nascono sempre meno bambini. Come se si svuotasse anno dopo anno una città come Catania. Dici, passi per il governo che per tradizione è sempre ladro... ma i compagni, i fidanzati, i mariti che fanno? E che fanno? Sperano, almeno così si dice, nei quattrini di un'emergenza all'anno, mentre i migliori dicono di pensare a un nuovo Rinascimento e a Federico II. Stupor Mundi!

Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.

anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore

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