Pogliese si è dimesso, adesso tocca a Musumeci? Le ipotesi - Live Sicilia

Pogliese si è dimesso, adesso tocca a Musumeci? Le ipotesi

Meloni congela l’ipotesi election day e pensa a cementare la coalizione.
VERSO LE REGIONALI
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PALERMO – “In questa campagna elettorale non ci dovrà essere alcuna polemica con i nostri alleati. Le polemiche aiutano gli avversari, e noi non vogliamo concedere neanche un millimetro. Sono certa che varrà anche per le altre forze politiche”. Le parole pronunciate ieri da Giorgia Meloni alla direzione nazionale di Fratelli d’Italia risuonano anche ad altre latitudini. In primis in Sicilia. Sarà forse anche per abbassare i toni, dopo avere incassato il ricco bottino del metodo per la premiership e un lauto numero di seggi uninominali in occasione del vertice di mercoledì, che la leader conservatrice avrebbe congelato l’affaire Sicilia. 

I beneinformati raccontano di un chiaro niet al bis del presidente della Regione comunicato da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini alla Giorgia nazionale. Da qui la volontà in assenza dell’unanimità di mettere in soffitta l’ipotesi election day (avversata dai partiti siciliani e caldeggiata dal Presidente della Regione) e contestualmente l’appoggio senza e senza ma a Musumeci in una fase in cui Meloni gioca la partita della vita. 

Cambia lo schema: meglio votare a Novembre per non creare tensioni, al netto del fatto che l’accorpamento delle due tornate elettorali agevolerebbe la coalizione (picconando l’ormai fragile fronte progressista). O forse no. Nel Pd si leva infatti la voce di chi è favorevole all’accorpamento delle due tornate elettorali. Si tratta dell’ex deputato Lillo Speziale che a Live Sicilia spiega: “Invece di andare dietro ai calcoli e ai giochini che fanno la Meloni e Musumeci dovremmo valutare che con l’election day risparmieremmo circa 18/20 milioni di euro”. Ma a quanto pare le cose stanno prendendo un’altra strada. A questo punto le dimissioni di Musumeci non sarebbero più all’ordine del giorno, o almeno non rientrerebbero più all’interno di uno schema concordato con la leader di Fratelli d’Italia. Lo scenario è comunque fluido e qualunque previsione sarebbe azzardata. 

L’assenza del presidente Musumeci alla direzione nazionale di Fratelli d’Italia fa gongolare più di un malpancista. I colonnelli fedeli al Presidente invece minimizzano (perché nei fatti Musumeci non fa parte della direzione del partito dei patrioti). Chi invece ha rassegnato le proprie dimissioni è l’ormai ex sindaco di Catania, Salvo Pogliese. L’ex primo cittadino sarebbe pronto a sbarcare a Roma tra pochi mesi (dovrebbe essere candidato infatti come capolista al Senato in Sicilia Orientale). Anche Musumeci si lascerà lusingare da un posto blindato per lasciare la scena? I suoi pasdaran musumeciani negano questa ipotesi. I prossimi giorni saranno decisivi per sbrogliare la matassa. 


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