Quando muore un poliziotto - Live Sicilia

Quando muore un poliziotto

Alberto Conforti

Quando muore un poliziotto, c'è una ferità in più. Quando muore un giovane, lo sgomento è grande. Quando muore un figlio, solo chi c'è passato sa di cosa si tratta.

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Quando muore un poliziotto – senza dimenticare gli altri – tutti restiamo intimamente feriti. Perché tutti, da piccoli, abbiamo sognato di essere poliziotti, carabinieri, comunque eroi con l’uniforme addosso, e di proteggere il bene, lottando contro il male, e di salire almeno una volta sulla grande auto con la sirena e i lampeggianti. Non potevamo, perciò ci consolavamo con le macchinine in miniatura. Almeno così stato per i bambini fino agli anni Ottanta.

Quando muore un poliziotto, tutti siamo dolorosamente colpiti. Perché muore una parte – nei suoi lineamenti umani – di quell’ordine calmo che sempre invita alla giustizia. Muore un pezzo della nostra sicurezza. Se percorriamo i nostri giorni con un po’ di serenità, se intorno non è solo giungla, se una goccia di vita civile resiste ancora in tanta arsura, se possiamo dormire la notte, ciò accade perché “c’è un uomo con un fucile che fa la guardia sopra un muro”. E noi lo vogliamo lì, su quel muro – come spiegava Jack Nicholson, interpretando le parti di un perfido ma sincero comandante – perché è lì che ci serve. Solo che spesso dimentichiamo di dirgli semplicemente grazie.

Quando muore di una morte rapace un giovane come Alberto Conforti – poliziotto e ragazzo allegro – veniamo percossi dallo sgomento. Perché abbiamo visto il sole nascente del suo sorriso, sia pure in dissolvenza, su facebook, e ci sembra impossibile che non esista più. Nei sorrisi dei più giovani, impegniamo un sorso di eternità; a loro affidiamo l’immagine di una freschezza che vorremmo perenne, come le persone che amiamo e le consuetudini del nostro fragile cammino. Poi scopriamo che nulla dura per sempre, che la potenza dell’amore è meno forte del distacco, che persone bellissime possono uscire di scena, semplicemente chiudendo la porta alle loro spalle. E abbiamo paura.

Quando muore un figlio, solo chi ha già perso un figlio può capire davvero quello che è successo. E’ come perdere in una sola notte la puntata di tutta un’esistenza. Dopo c’è solo spazio per il coraggio che non manca: basta rileggere le parole del papà di Alberto. Tutte le altre parole saranno vane, anche nella dolcezza del sostegno che vogliono offrire. C’è una ferita che non si risanerà più, profonda peggio di altre. E il coraggio dovrà farci i conti per ogni respiro da respirare che rimane.

Ma, guardando di nuovo il viso di Alberto, pensando a quante persone hanno inondato di affetto il suo funerale, non ci rassegniamo. Forse non è vero che il distacco è più forte dell’amore. Forse non è vero che basta chiudersi una porta dietro le spalle per scomparire. Qualcosa resta nell’aria, una cosa misteriosa, invisibile, sfuggente, però c’è, ne avvertiamo il profumo. E continuiamo a chiamarla vita.


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Commenti

    “C’è una ferita che non si risanerà più, profonda peggio di altre. E il coraggio dovrà farci i conti per ogni respiro da respirare che rimane.”

    Mai avevo letto tanta verità, terribile e cruda, ma purtroppo reale, in una frase!!!
    Complimenti dott. Puglisi, mi ha colpito allo stomaco!
    Giuseppe

    Le condoglianze più sentite alla famiglia per l’immane tragedia della loro perdita e le condoglianze alla questura per la perdita di questo figlio adottato! Un cittadino comune.

    Roberto sei un Grande! Mi hai fatto piangere. E’ vero , le Tue parole sono la Verità!
    Alberto sei nella stanza accanto, non hai lasciato i tuoi genitori, tuo fratello i tuoi amici e colleghi, noi tutti. Sei li , che ci ascolti e ci aspetti. Anche se non Ti ho conosciuto io ti voglio bene. Rimani nei nostri cuori Tu e tutti quei giovani che la morte ha portato via INGIUSTAMENTE……Figlio, Amico, Collega di tutti noi…..Arrivederci!! R.I.P….

    Sono già trascorsi sette giorni dalla domenica mattina quanto Tu mio caro Alberto mi volevi offrire il caffè ….eri sereno tranquillo e pronto per andare al mare dopo il tuo turno di volante in quella domenica assolata ed afosa…..sto cercando in questi giorni con tutta la mia forza ad abituarmi alla tua assenza dai nostri uffici e per non pensare ed avere continui mal di testa cerco di convincermi che sei in ferie. Non è così ….la mente è sempre rivolta a te alla tua voce di cui conserviamo parecchi messaggi vocali e questo mi tiene su….manca il tuo sorriso la tua voce pacata le tue battute allegre….vorrei poter fermare il tempo adesso ….a quest ora ed indietro di sette giorni x cristallizzare il tuo essere ma so bene che ciò che dico è pura fantasia. Sono certo che nell atta vita quella che tu adesso stai vivendo tutto tu sia più dolce e lieve….proteggi Noi ….tuoi colleghi ed amici dal nostro lavoro e dalla malvagità dei nostri nemici….proteggi i tuoi genitori e le persone a te più care che hai lasciato senza un avviso dai serenità alla tua fidanzata …..qui…in questa realtà ci sono io, ci siamo Noi che terremo sempre accesa la fiamma del tuo ricordo . Ti voglio bene mio caro amico e collega…riposa in pace ….il tuo Comandante….

    Carissimo Signor Roberto Puglisi, grazie e mille volte ancora grazie per l’articolo che ha voluto dedicare in primis ad Alberto, ma non solo…a tutti ma a proprio a tutti. Quelli che come me, che credono ai valori della divisa che indosso e che vive per la sola gratificazione della gente che vede in me il suo piccolo angelo custode. Ed a quelli che credono ai valori della vita, quelli sacrosanti..uno fra questi l’Amore..quello scritto con la A maiuscola. ..e a quella cosa misteriosa, invisibile, sfuggente, però c’è, ne avvertiamo il profumo. E continuiamo a chiamarla vita…come scrive lei in maniera incantevole.Grazie ancora.Nicola Attolico.

    Io, ho lavorato in un magazzino, addetto allo scarico delle merci, con Nino Agostino, prima che lui entrasse in Polizia, sapete tutti cosa poi è successo. A me quella morte inaspettata e violenta, fino ad oggi non mi ha dato pace, essere Poliziotto, padre, figlio, amico o anche solo conoscente, andarsene via in quel modo improvviso, come anche il povero Alberto, ti cambia la vita. Al solo pensiero di non vedere più il Poliziotto amico, al bar, per strada ti sconforta sempre di più. Il dott. Puglisi, ha scritto la verità, dettata dal cuore e dall’ essere giornalista di prima linea. Grazie per il ricordo di tutti i Poliziotti.

    Che dio vi coccoli e vostro figlio vi stia accanto anche da lassù il dolore e incolmabile ma i ricordi possono nutrire la forza per andare avanti la famiglia le piu sentite condoglianze

    Grazie alla redazione grazie a Roberto Puglisi per l articolo e le parole certamente dettate dal cuore. Ogni uomo ogni padre ogni poliziotto deve fare tesoro di questo meraviglioso ricordo in memoria di Alberto perché chi lo ha conosciuto non potrà mai dimenticarlo per chi non lo ha conosciuto ha perduto una occasione nella vita di leggere nei suoi occhi e nel suo sorriso la bontà dell essere…..spero che questi commenti questi ricordi non svaniscano nel tempo e che Alberto sia sempre ricordato da Tutti con grande Amore….arrivederci al 27 Agosto per la santa messa …..

    Ciao Alberto, domani farai una settimana dalla tua prematura scomparsa….. Complimenti x l’articolo!!!

    Ancora nn mi sembra vero!!! Volevo chiederti scusa perche non ho avuto la forza di entrare in quella misera stanza dove quella maledetta mattina ti trovavi tu. Ero corso in ospedale appena saputo della notizia sperando che tutti si fossero sbagliati. Tu giovane ragazzo giovane amico giovane poliziotto e tu giovane eroe dei nostri giorni che non ti sei piegato mai a niente non dovevi fare questa fine. E purtroppo è andata cosi di corsa in motorino per poterti vedere ma non ho avuto il coraggio , sn rimasto fuori bloccato da quel bianco lenzuolo. Forse è stato meglio cosi voglio ricordarti per come eri , dio ha voluto con se il sorridente ALBERTO. Gia ti immagino al suo fianco a ridere è scherzare. Ti vogliamo bene

    Mando le mie più sentite condoglianze ai parenti e agli amici

    La perdita di un figlio è innaturale, Papà Ciccio coraggio,forza, siamo tutti vicini a te e alla tua famiglia, ma soprattutto ad Alberto nessuno lo puoi dimenticare ne parlano tutti con dolcezza e stima
    Un forte abbraccio Mario

    l’ abbraccio forte al papà e familiari, un pensiero grato ai poliziotti di PAlermo per il loro lavoro quotidiano.
    un cittadino

    ringrazio Lei, Alberto e tutti i suoi colleghi per quello che fate ogni giorno, con estrema dedizione e passione, grazie. Ciao ALberto.

    Grazie Puglisi. Che articolo meraviglioso!!
    Offre l’occasione a noi comuni cittadini di dire GRAZIE.
    GRAZIE alle Forze dell’Ordine.
    GRAZIE per quello che fanno ogni giorno per questa martoriata città, mettendo a repentaglio la propria vita per uno stipendio inadeguato.
    GRAZIE!
    Da mamma, poi, un sentito abbraccio ai genitori di questo ragazzo.
    L’unica consolazione che posso offrire è la condivisione della vostra pena infinita.
    Un abbraccio sentito.

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