PALERMO – Pulire le strade dello Zen, rimuovere gli ingombranti, riaccendere i lampioni spenti in un quartiere in cui si spara contro la parrocchia e si avverte l’assenza delle istituzioni.
Dopo le bordate dell’arcivescovo Corrado Lorefice nel giorno dell’Epifania e l’intervento del governatore Renato Schifani, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, si fa sentire.
Il primo cittadino ha convocato per lunedì mattina assessori, dirigenti e presidenti di partecipate direttamente allo Zen, nei locali della parrocchia. Lagalla non ci sarà, visto che alla stessa ora sarà all’intitolazione di un pezzo di via Tiro a Segno a Biagio Conte, ma la regia della riunione sarà affidata al direttore generale Eugenio Ceglia.
Il vertice
La nota firmata dal sindaco è stata inviata infatti anche ai responsabili degli uffici che si occupano di igiene ambientale, mobilità, servizi idrico-fognari e illuminazione pubblica, oltre che ai presidenti di Amap, Amat, Amg, Rap, Sispi e Reset, a mezza giunta e ai capigruppo di maggioranza.
“L’incontro a carattere tecnico-operativo – si legge nella missiva – è finalizzato alla rimozione delle principali situazione di pericolo derivanti da depositi illeciti di rifiuti e ingombranti, interruzione della pubblica illuminazione e della fornitura idrica, difficoltà connesse al trasporto pubblico di massa, eventuali e ulteriori esigenze in materia di sicurezza e videosorveglianza”.
Gli interventi nel quartiere
Interventi che serviranno, come chiesto dalle associazioni, a garantire i servizi più quotidiani come la pulizia delle strade e l’illuminazione pubblica. Ma il comune di Palermo è al lavoro anche sul fronte delle infrastrutture con un pacchetto di interventi che vale quasi 40 milioni di euro.
Quello più significativo è sul Baglio Mercadante che vale 10 milioni di euro di fondi ex Gescal e che sarà pronto entro la fine della sindacatura, con l’obiettivo di farne un centro aggregativo per il quartiere in cui garantire il servizio sociale, magari in cooperazione col terzo settore.
Entro febbraio la giunta approverà invece il nuovo progetto della piazza, altri 4 milioni ex Gescal, che il Comune ha deciso di ritoccare in modo significativo per avvicare i cantieri entro il 2026.
Su strade e marciapiedi l’amministrazione Lagalla ha stanziato un milione e mezzo solo per lo Zen, mentre 800 mila euro serviranno al progetto del playground, uno spazio gioco all’aperto per varie discipline.
Un quadro completato dalla nuova piscina al Centro Conca d’Oro, dalle nuove tribune del Velodromo e dalla riapertura del Palazzetto e della Cittadella, prevista entro dicembre per un totale di 18 milioni spesi.
La nota più dolente rimane quella delle occupazioni abusive, su cui il Comune sta provando a trovare la sponda dell’Istituto case popolari, mentre per la videosorveglianza i fondi dovrebbero arrivare dalla Regione.
Il sociale
Il recupero dello Zen, però, non passa solo da strade pulite e opere pubbliche, visto che un ruolo cruciale lo svolgono le associazioni. Realtà impegnate da anni nel quartiere ma che non possono contare su grandi risorse pubbliche, né su fondi strutturali.
Progetti come il Ruis, da un milione di euro, sono infatti una tantum; diverso il discorso per quelli previsti dalla legge 285, ossia i 3,2 milioni di euro stanziati annualmente da Roma e finalizzati alle attività per l’infanzia. Somme che le associazioni, riunite negli Stati generali per l’infanzia e l’adolescenza proprio allo Zen, hanno chiesto di impiegare per creare i centri educativi di quartiere.

