Breve compendio di cronaca nera delle ultime ore. Avvertenza: l’epicentro è sempre lo Zen. Andiamo a sfogliare il catalogo.
Un autista dell’Amat è stato bloccato da due ragazzi, a bordo di uno scooter, che l’hanno minacciato con una pistola, secondo le prime informazioni. I due si sono piazzati davanti al mezzo e ne hanno bloccato la marcia.
Poi, uno di loro avrebbe estratto l’arma per puntarla contro il dipendente dell’azienda municipalizzata. Per lo spavento l’autista è svenuto. Non appena si è ripreso ha chiamato le forze dell’ordine e sono intervenute cinque auto dei carabinieri.
Una donna di 34 anni, residente in Svizzera e tornata a Palermo per le festività, è stata ferita da un colpo d’arma da fuoco.
Il proiettile esploso in strada, in via Rocky Marciano, ha mandato in frantumi il vetro di una finestra a l’ha raggiunta al collo mentre era con amici e parenti nel salotto di casa.
Nella notte di Capodanno sono stati sparati colpi di fucile contro cassonetti della spazzatura e automobili parcheggiate.
Intanto, i poliziotti del commissariato San Lorenzo indagano sulle fucilate di qualche giorno fa contro la porta dall’ingresso secondario della parrocchia. Il catalogo, appunto, è questo.
Questa situazione, in un quartiere ridotto a polveriera, non è più tollerabile. Ci sono persone perbene ostaggio della violenza, in un contesto rischioso. L’abbiamo scritto e lo ripeteremo all’infinito, se necessario. Qualcuno faccia qualcosa. Perché è evidente che i rimedi messi in campo finora non bastano.
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