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... non facciamone una speculazione elettorale...
Siamo alle solite pressioni mediatiche
Che gente! Mai votati.
In galera!
Non gli si può dare certo torto.


Egregio ministro Giovannini, egregi tutti che leggete, il Ponte sullo stretto di Messina è necessario per la crescita del meridione. Chi è contrario a tale opera è retrogrado.
Speriamo che presto verrà costruito.
Da tanto tempo se ne parla, ma ancora si continua ad attendere la sua costruzione.
Ministro si vergogni!!! noi messinesi non desideriamo altro.
minacciate di fare cadere il governo se realmente ci tenete al ponte, vedrete che il ministro e Draghi si smuovono.
VERGOGNATEVI E SMETTETEL CON QUESTO ETRNO TIRA E MOLLA. QUANTI PROGETTI ANCORA DOPO 40 ANNI, QUANTI PUBBLICI DENARI PER NON FARE NULLA………………………………….
Premetto che non ho nulla contro un collegamento fisso tra la Sicilia e la Calabria. Nutro però seri dubbi sulla fattibilità di un viadotto sospeso con una campata dall’ampiezza stratosferica di 3.300 metri e soprattutto sulla possibilità che ci possa passare un treno, principale motivo che spinge per la realizzazione dell’opera al fine di portare l’alta velocità in Sicilia.
E’ un dato di fatto che, al mondo, in nessuno dei primi 10 ponti sospesi a grande campata passa una ferrovia. Neppure nei più recenti: il Second Humen Bridge (1668 mt) è del 2019, il Second Dongtinghu Bridge (1480 mt) è del 2018.
Lo stesso dicasi per l’ Osman Gazi Bridge (1550 mt), costruito nel 2016 dalla Webuild ex Impregilo, con la stessa tecnica prevista per il ponte di Messina.
Ma ancora più emblematico è il caso del Great Belt Bridge in Danimarca, il più lungo ponte sospeso d’Europa con i suoi 1.624 mt, dove ferrovia e autostrada corrono insieme , parallele per tutto il tragitto ma arrivati al ponte su questo ci passa solo l’autostrada, la ferrovia prende la via di un tunnel sottomarino. Più chiaro di così.
E si tratta, lo sottolineo, di ponti molto più piccoli, direi microscopici rispetto a quello dello stretto di Messina con la sua stratosferica campata di oltre 3 km.
E’ evidente che il dubbio che il ponte non sarà in grado di ospitare una ferrovia è più che legittimo e la mia umana preoccupazione è che per i solito motivi politico-affaristici si ci avventuri in un qualcosa che più che una scommessa è un autentico salto nel buio che costerà al contribuente, giacché l’EU non ci mette un €, una panatica di risorse a tutto svantaggio della soluzione di tante criticità, specialmente per quanto riguarda le reti autostradali e ferroviarie, che affliggono l’isola.