MESSINA- Rischia il trasferimento d’ufficio il Pg di Messina Franco Cassata. La Prima Commissione del Csm ha chiuso la procedura per incompatibilità che aveva avviato a suo carico, con il deposito degli atti. E tra una ventina di giorni deciderà se chiedere al plenum il trasferimento del magistrato o l’archiviazione della procedura. L’iniziativa sarebbe legata a un presunto “interessamento” del Pg a un’indagine a carico di suo figlio, da parte della procura di Barcellona Pozzo di Gotto. Nei venti giorni che trascorreranno sino alla proposta della Commissione al plenum Cassata potrà presentare memorie difensive o chiedere integrazioni istruttorie. Resta ancora aperto un altro filone che riguarda l’eventuale incompatibilità parentale di Cassata con il figlio, che esercita la professione di avvocato a Messina.
Le accuse
Il pg messinese Francesco Cassata sarebbe stato indagato nell’ambito di un’inchiesta (cominciata nel 2010) per rivelazioni di atti d’ ufficio che riguardano il figlio Nello, avvocato, sotto inchiesta (insieme ad un centinaio di altre persone) a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) per un presunto giro di falsi incidenti stradali e relativi indennizzi da parte delle assicurazioni. L’indagine era cominciata dopo la denuncia di un poliziotto secondo cui un suo collega e un carabiniere gli chiesero notizie dell’indagine che coinvolgeva Nello Cassata. La posizione dei due esponenti delle forze dell’ordine e del pg messinese (competente la procura di Reggio Calabria) sarebbe stata archiviata.
Il mese scorso Cassata, è stato condannato ad 800 euro di ammenda per il reato di diffamazione nei confronti di Adolfo Parmaliana, il docente universitario che si è tolto la vita nell’ottobre del 2008. La vicenda risale a diversi anni fa quando Cassata, secondo quanto ha sostenuto l’accusa, inviò ad un parlamentare siciliano e ad uno scrittore un esposto anonimo diffamatorio contro il docente universitario. Nel corso delle indagini, secondo quanto è emerso dal processo, a Cassata fu trovata una cartellina con un biglietto che riportava la scritta “anonimi da inviare”. Cassata era stato ascoltato lo scorso settembre dalla prima commissione del Csm perché la sua permanenza a Messina sarebbe incompatibile con quella del figlio Nello, avvocato. Il magistrato davanti ai consiglieri aveva sostenuto che non c’é alcuna incompatibilità: il figlio si occupa di civile e ha rinunciato a 11 procedimenti penali.
(Fonte ANSA)

