PALERMO – Due condanne scontate e un’assoluzione. Si chiude in appello il processo sul clan mafioso di Carini.
La seconda sezione della Corte di Appello, presieduta da Gabriella Di Marco, ha condannato Giuseppe Passalacqua a 9 anni e 4 mesi (12 anni in primo grado) e Salvatore Vallelunga a 6 anni e 8 mesi (contro 10 anni).
Assolto Sergio Giannusa, difeso dagli avvocato Vincenzo Giambruno e Riccardo Ruta, a cui erano stati inflitti 2 anni in continuazione con precedente condanna già definitiva.
Giannusa è un boss del mandamento palermitano di Resuttana, braccio destro del capomafia Salvo Genova. Quando nel 2024 finirono in carcere, Salvatore Vallelunga si mostrò preoccupato: “Stanotte l’opera c’è stata… a tutti quelli di là e ora incominciano con qua perché qua ci saranno fotografie… io mi ci sono visto il sabato mattina questi non mi devono fare dormire più perché è capace che vengono stasera sti gran cornuti comunque io alle 4 mi sveglio e me ne vado”.
A chi si riferisse emergeva nel passaggio successivo: “Sergio (Sergio Giannusa ndr)… lo zio Totò Genova è quello che comandava… Giannusa, Totò quello del panificio (Salvatore Castiglione ndr)… L’altro giorno c’è stato il matrimonio di suo figlio ‘che fai vieni a mangiare una cosa là’… gli ho detto ‘no’ dice ‘magari per il prio’ gli ho detto devo andare a fare una visita con mia moglie… mio padre mi ha detto vattene a Favignana”.
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Giannusa è stato di nuovo condannato per mafia l’anno scorso, ma in questo processo è stato assolto per non avere commesso il fatto. Non dovrà aggiungere due anni di carcere alla pena che sta già scontando.
Altri imputati sono sotto processo con il rito ordinario, mentre Giannusa, Passalacqua e Vallelunga aveva scelto il rito abbreviato.




