CATANIA – “Nessuna alterazione psichica “. Questo l’esito dell’esame del consulente di parte civile, Filippo Lanaia, chiamato in aula a illustrare le condizioni mentali dell’imputato Loris Gagliano, condannato in primo grado per l’omicidio di Stefania Noce e del nonno di lei Paolo Miano. Durante le udienze precedenti erano state esposte le conclusioni dei consulenti nominati dal tribunale e di quelli incaricati dal Procuratore Generale. Diversi gli esiti: per i primi l’imputato soffrirebbe di una semi infermità mentale, per i secondi non ci sarebbe invece nessuna conduzione in grado di scemare la capacità di intendere e volere del ragazzo. Una tesi analoga a quest’ultima è stata portata avanti, questa mattina, dal consulente di parte civile, chiamato a spiegare il contenuto della perizia. Solo su un punto c’è convergenza con la tesi di Bruno e Calabrese, periti nominati dal Tribunale: “Gagliano ha una personalità narcisistica”. Questa valutazione, però, a detta di Lanaia, non avrebbe conseguenza su altre valutazioni. “
Non ho riscontrato aspetti di sconfinamento nell’alterazione psichica”, ha detto il consulente che nutre dubbi circa il metodo condotto dai colleghi che avevano sostenuto la tesi della semi infermità. Il disturbo narcisistico attiene alla sfera della personalità, altri sono gli elementi atti a dimostrare l’alterazione psichica. Caratteristiche non rintracciabili nell’imputato che non accusa “alterazioni di tipo sensoriale” ed è capace “di interpretare correttamente la realtà”. Un individuo, “capace dal punto di vista logico, intelligente: non uno sprovveduto”, considerato “lucido” dagli esami dei medici che l’hanno visitato nella casa circondariale di Siracusa e nell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto.
“E’ un disturbo narcisistico che non necessariamente diventa una malattia rilevante ai fini dell’incapacità di intendere e volere, permane comunque quel giudizio di capacità che è stato sempre ritenuto da noi alla base dell’omicidio”, spiega l’avvocato Enrico Trantino a margine dell’udienza. L’esito dell’esame avvalorerebbe inoltre la tesi degli avvocati di parte civile: una strategia messa in campo dallo stesso imputato per confondere le acque. Di diverso parere Rabbino, avvocato della difesa, che ha tentato durante il contro esame di fare emergere le contraddizioni e ha sottolineato il fatto che Laniani al momento dell’analisi non si è avvalso di uno psicologo. Un quadro più chiaro potrà emergere dalla prossima udienza, fissata per il 13 ottobre, quando l’esame di Lanaia si concluderà e verrà chiamato a illustrare gli esiti della sua perizia il consulente nominato dalla difesa.
Il processo dovrebbe concludersi il 25 novembre. Stamane, infatti, è stato stilato il calendario delle udienze: il 4 novembre si terrà la requisitoria del Procuratore Generale, l’11 novembre gli interventi degli avvocati di parte civile, il 25 novembre arringa del legale della difesa e la sentenza.

