CATANIA – Se ne parla da tempo, molto tempo, ma il sindaco Bianco ha sempre smentito con i fatti. Stavolta, però, l’ipotesi di un rimpasto sembra una possibilità più concreta. Tanti gli indizi a supporto di questa tesi: primo fra tutti il passaggio dell’ex megafonista Marco Consoli, vicesindaco probabilmente ancora per poco, al Centro democratico. Uno strappo con il Megafono, i cui vertici catanesi pare proprio non averla presa bene, ma soprattutto un sovvertimento degli accordi che hanno portato Bianco a designare proprio l’ex presidente del consiglio dell’era Stancanelli, come vicesindaco. Una carica che difficilmente Consoli potrà mantenere e che, dunque, potrebbe andare ad altri. Non necessariamente esponenti della squadra del sindaco – Pd e Con Bianco per Catania – né dall’area Sammartino Sudano, la più numerosa in termini di consiglieri, che potrebbero comunque chiedere, e ottenere con la forza dei numeri, un assessore in più.
Già, perché un altro indizio potrebbe svelare diverse intenzioni da parte del primo cittadino. Oggi pomeriggio, infatti, proprio Bianco concluderà i lavori dell’incontro organizzato da Sicilia futura su turismo e territorio. Un meeting che vedrà intervenire, tra gli altri, anche Nicola D’Agostino, Cardinale e Nico Torrisi, e che si terrà al Palazzo dei Chierici. Un luogo affatto neutro che potrebbe significare la ritrovata unione tra gli esponenti del gruppo che riferimento al deputato acese e all’ex assessore regionale alle infrastrutture e il primo cittadino.
L’ipotesi che Catania futura possa entrare in Giunta, a questo punto, diventa meno peregrina, soprattutto alla luce del gradimento che la compagine raccoglie dentro e fuori Palazzo degli Elefanti. E al fatto che, non aprire la squadra di governo ad altri, potrebbe certificare la definitiva impasse dei lavori d’aula, che va avanti ormai da mesi.
Difficile però prevedere chi potrebbe perdere la poltrona: a un’Angela Mazzola – oggi assessore alle Attività produttive in area Sammartino, che molti danno per rimpastata da tempo – potrebbe essere sostituito un altro esponente della stessa compagine. Consoli, poi, anche se non vicesindaco, potrebbe rimanere assessore – l’ex presidente del Consiglio pare abbia al suo seguito tre consiglieri comunali, due del Megafono, che così scomparirebbe, e un “esterno”, pronti a costituire il gruppo Centro democratico.
Luigi Bosco, a questo punto, potrebbe essere l’agnello da sacrificare, anche se per il primo cittadino significherebbe rompere con il presidente della Regione. A meno che, ma anche questa ipotesi sembra lontana, non si crei un nuovo gruppo del Megafono.Cosa alla quale pare si stia lavorando. Si vedrà. Intanto, però, Bosco rimarrebbe senza gruppo di riferimento – come Valentina Scialfa, Orazio Licandro e Salvo Di Salvo, che non sono espressione di alcuna compagine del Consiglio comunale. Con Bosco, escluso il tecnico Girlando, sarebbero più della metà i delegati privi di un gruppo di riferimento. Troppo anche per un sindaco “trasversale” come Enzo Bianco.

