PALERMO – “Com’è avvenuto a Palermo dove l’Italo Belga ha sottratto il mare ai palermitani per più di cento anni. Non possiamo permettere che questo sconcio si protragga ancora per cinque anni. Sarebbe assurdo. Vanno fatti nuovi bandi, con nuove regole, che mettano in primo piano soprattutto le esigenze dei cittadini e poi quelle degli imprenditori”. Lo affermano gli esponenti M5S Riccardo Nuti e Giampiero Trizzino dopo la proroga delle concessioni demaniali da parte della Regione. Una denuncia – dice il M5s – a firma del presidente della Commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino, del deputato nazionale Claudia Mannino e del portavoce europeo Ignazio Corrao, sarà depositata nei prossimi giorni a Bruxelles per procedere ai controlli sull’operato della Regione e dello Stato.
“Già nel 2008 – afferma Giampiero Trizzino – la Commissione europea ha avviato la una procedura di infrazione contro l’Italia, contestando la compatibilità del diritto di insistenza (una sorta di prelazione) e la legittimità del rinnovo automatico delle concessioni alla scadenza sessennale, ritenendo che tali due aspetti fossero in aperto contrasto con i principi di libertà di stabilimento delle imprese comunitarie e di imparzialità e trasparenza delle procedure di rilascio delle concessioni. In conseguenza di ciò lo Stato italiano ha provveduto a modificare entrambi i parametri, sebbene nel passato recente abbia provato ad allargare nuovamente le maglie”. “La Sicilia – aggiunge – non ha adeguato la sua normativa al divieto di insistenza ed oggi propone anche una proroga che si pone in netta antitesi con la normativa europea. Francamente ci sembra una scelta non percorribile che esporrà la Sicilia all’occhio severo della Commissione europea”.
Per Valeria Sudano, deputato di Articolo 4, “la proroga delle concessioni demaniali fino al 31 dicembre del 2020 allinea la Sicilia al resto del Paese e permette alle aziende che operano nel settore turistico balneare di programmare le proprie attività ponendo tutti gli operatori del settore in Italia sullo stesso piano. Dispiace – aggiunge – che proprio il presidente della Commissione Ambiente non si renda conto dell’importanza di questo provvedimento per le aziende siciliane che operano nel settore. Fino ad ieri – conclude la Sudano – le aziende siciliane rischiavano di non poter concorrere, ad esempio, all’impiego dei Fondi comunitari che saranno previsti nella programmazione 2014/2020 perché non potevano avere certezza della concessione dopo il 2015. Con la proroga delle concessioni – conclude Valeria Sudano – anche i lidi siciliani potranno contare sulle medesime regole e tempi vigenti nel resto del Paese”.

