Racket, il presidente Musumeci: |"Fiore, esempio di coraggio"

Racket, il presidente Musumeci: |”Fiore, esempio di coraggio”

La presentazione del libro "Fiore... tutto a posto?" L’autrice Anna Milazzo racconta la storia di Salvatore Fiore, l’imprenditore che ha denunciato il pizzo. A moderare il dibattito il giornalista Luciano Mirone.

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CATANIA. Una storia che infonde speranza e raccontata in un libro affinché dia coraggio a chi vive ancora avvolto dalla fitta coltre del silenzio. Perché la storia dell’imprenditore belpassese Salvatore Fiore, raccontata da Anna Milazzo in “Fiore… tutto a posto?”, s’incrocia con l’omertà. La stessa che rende ancora bassa la percentuale di imprenditori che decidono di ribellarsi, denunciando i loro estorsori. “Il libro di Fiore ci ha posto di fronte a una domanda: quanti imprenditori sono come Fiore? Quanti in Sicilia? Diverse migliaia. Quanti imprenditori si comportano o si sarebbero comportati come Salvo Fiore? Qualche decina” – ha commentato Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia, intervenendo ieri da Zo Centro Culture Contemporanee, per la presentazione del libro dell’imprenditore che denunciato gli usurari di cui è stato vittima per anni.

Un incontro per parlare di usura e racket delle estorsioni. “E’ tutto qui il discorso: questa stridente differenza – prosegue Musumeci – tra il ceto imprenditoriale e il ceto imprenditoriale che avverte il bisogno di consegnarsi allo Stato. Allora dobbiamo interrogarci sul perché pochi imprenditori collaborano; perché interi quartieri di Catania e Palermo pagano il pizzo; perché quando vengono interrogati dicono che non è vero, che non subisco pressioni; perché cedono all’usura”. Musumeci ribadisce come il problema affondi le sue radici in una mentalità spesso lontana dal vero senso civico. “Il libro di Fiore ci pone di fronte a seri interrogativi. Questa è una città dove l’usura e il pizzo sono attività mafiose largamente praticate, a fronte delle quali purtroppo lo Stato non sempre trova la necessaria interlocuzione, perché la battaglia contro usura e racket non è solo un problema dei magistrati e delle forze dell’ordine”. Secondo Musumeci, spetta alle istituzioni educare alla legalità le nuove generazioni, ma per farlo occorre il contributo e la buona volontà di tutti. “Convinciamoci di questo: è un problema che riguarda tutti, ognuno di noi ha il dovere di contribuire a far crescere la cultura della consapevolezza e della responsabilità, perché si può uscire dalla maglia nella quale inconsapevolmente si cade solo se si ha fiducia che in questa spietata concorrenza tra Stato e antistato a vincere sia sempre lo Stato” – ha concluso Nello Musumeci.

A dare forza e coraggio a Fiore sono stati gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine, a cui Fiore e Milazzo hanno dedicato il titolo del libro. Fiore… tutto a posto?” è, infatti, quello che i poliziotti dal giorno della denuncia, nel 2009, chiedono all’imprenditore belpassese non appena risponde al telefono. In occasione della presentazione del libro è intervenuto anche Alessandro Drago, vicedirigente della squadra Mobile di Catania per raccontare la storia di Fiore. “Mostrare umanità nei confronti dell’ imprenditore vessato è fondamentale per aiutarlo a trovare coraggio – spiega Drago – rendersi conto che si è di fronte ad una persona in difficoltà può essere utile agli altri e quindi alla giustizia”. Ma la paura non riguarda solo le vittime. “I sentimenti di paura e ansia sono gli stessi che avevamo noi. Non sono segno di debolezza, ma fanno parte dell’uomo e sono di aiuto per reagire. Il rapporto di fiducia che abbiamo instaurato con lui è stata essenziale per venirne a capo. La sua storia è emblematica”- conclude Drago.

Ma a stare accanto all’imprenditore è stata anche l’Asaae, associazione antiusura etnea. “Ho trovato una famiglia nell’Asaae” – ha detto Fiore. “Siamo una squadra – ha detto Gabriella Guerini, presidente Asaae – che aiuta le vittime a liberarsi dalle mani del racket”. Presente all’incontro, anche l’avvocato di Fiore, Enzo Guarnera. “Spero che libri – ha affermato – come questo servano a cambiare le cose e a sradicare lo strato di omertà che ancora caratterizza questa terra. Sono ancora tanti gli imprenditori attorniati da usurai ed estortori. Questi ultimi per diversi anni hanno avuto in mano il controllo delle attività economiche della città. Ancora tanto occorre fare. La magistratura e l’Asaae nel caso Fiore hanno fatto la parte più difficile”, ha concluso il legale. “Denunciare il racket è l’unica cosa da fare per essere liberi – ha detto Giovannella Scaminaci, procuratore aggiunto di Messina – La storia di Fiore è un esempio positivo da imitare”. “Ciò che mi colpisce di Salvatore Fiore è la sua voglia, volontà, di diventare un punto di riferimento per chi ancora non si sente pronto a denunciare i suoi aguzzini” – ha concluso l’autrice del libro, Anna Milazzo

L’appuntamento è inserito nel cartellone di eventi “I 100 passi verso il 21 marzo 2016”, data in cui a Messina – e in contemporanea in vari luoghi d’Italia – si terrà la XXI Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

 

 

 

 

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