Reggio Emilia, così è stato ucciso il pizzaiolo Raffaele Stipa

Pizzaiolo siciliano ucciso a coltellate: “Omicidio premeditato”

Raffaele Stipa pizzaiolo
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In manette un cliente. I pm gli contestano premeditazione e futili motivi
REGGIO EMILIA
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La Procura di Reggio Emilia sostiene che non si sia trattato di un’aggressione improvvisa, ma di un omicidio pianificato. È questa la linea investigativa che emerge dopo l’arresto di Andrea Pellati, il 43enne accusato di avere ucciso il pizzaiolo siciliano Raffaele Stipa all’interno della pizzeria Yoghi. Per l’indagato vengono contestate le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti o futili.

Il titolare della pizzeria Yoghi di via Gran Sasso d’Italia, originario di Capo d’Orlando, nel Messinese, è stato accoltellato a morte nella serata di lunedì 29 giugno.

Secondo il procuratore Gaetano Calogero Paci, il delitto sarebbe stato preparato con largo anticipo rispetto al momento dell’aggressione. “È entrato per ucciderlo”, ha dichiarato il procuratore. Il fascicolo è affidato alla pm Maria Rita Pantani.

Raffaele Stipa, così è stato ucciso il pizzaiolo siciliano

Secondo la ricostruzione della Procura, nella stessa giornata un conoscente del presunto assassino si sarebbe recato nella pizzeria chiedendo tre pizze senza pagarle. Antonella Stipa, sorella della vittima, avrebbe respinto la richiesta ricordando che quelle persone avevano già accumulato piccoli debiti per altre pizze mai saldate.

Gli inquirenti ritengono che proprio da quell’episodio sia nata la decisione di colpire il titolare del locale. Intorno alle 22.30, Andrea Pellati sarebbe entrato nella pizzeria, avrebbe superato il bancone e raggiunto direttamente Raffaele Stipa, sferrandogli diverse coltellate.

“Da ciò che abbiamo ricostruito dalle telecamere interne del locale – ha sottolineato il procuratore Paci – l’uomo è entrato unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima”.

Raffaele Stipa pizzaiolo
Raffaele Stipa (Foto Facebook)

La sorella ha impugnato un bastone per difenderlo

Durante l’aggressione, Antonella Stipa avrebbe cercato di fermare il 43enne utilizzando un bastone nel tentativo di proteggere il fratello.

La donna è stata colpita al fianco e alle braccia. Dopo un primo trasferimento all’ospedale Maggiore di Parma per cure specialistiche, è stata ricoverata nel reparto di Chirurgia generale e d’urgenza dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Le sue condizioni sono stabili. La prognosi è di 20 giorni e, secondo quanto emerso, non è in pericolo di vita, anche se profondamente provata per aver assistito all’omicidio del fratello.

L’arresto e gli accertamenti sul coltello

Il presunto autore del delitto è stato rintracciato dalla Squadra Mobile intorno alle 2 di notte nell’abitazione dei genitori. A suo carico vengono contestati i reati di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate.

L’identificazione è stata possibile grazie alle testimonianze raccolte dagli investigatori e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella pizzeria. Durante una perquisizione gli agenti hanno sequestrato gli abiti che il quarantatreenne avrebbe indossato al momento dell’aggressione e un coltello ritenuto compatibile con l’arma utilizzata e sul quale sono in corso approfondimenti.

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Raffaele Stipa, il corteo in ricordo del pizzaiolo

Originario di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, Raffaele Stipa viveva da molti anni a Reggio Emilia, dove gestiva la pizzeria Yoghi da 28 anni.

Martedì 30 giugno centinaia di cittadini hanno preso parte a un corteo organizzato per ricordare il pizzaiolo e dire basta alla violenza. La commemorazione si è conclusa davanti alla pizzeria Yoghi in cui si è consumato il delitto, con un momento di raccoglimento dedicato alla memoria della vittima.


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