PALERMO – Rapinatori per conto della mafia. Ci sarebbero stati anche i “furti con strappo” tra le attività che rimpinguavano le casse del mandamento mafioso di Porta Nuova, a Palermo.
Il giudice per l’udienza preliminare Lorenzo Matassa ha condannato Giovanni Mannino (8 anni), Fabrizio e Giovanni Toscano (8 anni al primo e 4 al secondo). Erano accusati di associazione a delinquere e rapina. Al vaglio del giudice ha retto, però, solo l’ipotesi della rapina. Condannato pure a due anni, per favoreggiamento, Filippo Teriaca.
La posizione degli imputati è stata stralciata dal processo principale. Bisignava arrivare presto a sentenza. Incombeva, infatti, il rischio scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Nel troncone principale sono imputati, tra gli altri, Tommaso Di Giovanni e Nicola Milano, considerati reggenti del mandamento di Porta Nuova, in stretto contatto con Antonino Zarcone, indicato come uomo forte a Bagheria e anche lui sotto processo.
Fabrizio Toscano e Giovanni Mannino rispondevano dell’aggressione a due donne derubate rispettivamente di 2.500 e 1450 euro. Per strapparle il denaro, una delle due vittime era stata trascinata per terra. A Giovanni Toscano veniva contestata una rapina ai danni di un uomo, che il 29 ottobre del 2010 fu picchiato e costretto a consegnare 5.000 euro.
Il favoreggiamento contestato a Teriaca nasceva dal fatto che l’imputato avrebbe negato di avere ricevuto da Calogero Lo Presti, indicato come mafioso di Porta Nuova, una richiesta di pizzo di cinque mila euro per la cooperativa Europalermo che aveva ottenuto dei servizi sul set della fiction “Squadra antimafia Palermo oggi”.

