CATANIA- Parenti e stretti congiunti di affiliati alle principali famiglie mafiose sarebbero entrati nel Mercato Agroalimentare di Catania dalla porta principale, grazie a un bando predisposto dalla Regione nel 2009 e ancora oggi, a distanza di sei anni, continuerebbero ad operare nel settore ittico e ortofrutticolo alla luce del sole.
Il colonnello del Ros Lucio Arcidiacono, all’interno di un rapporto depositato agli atti del processo Lombardo, ha ricostruito la mappa delle concessioni in odor di mafia, tutte effettuate dalla Regione, proprietaria della partecipata che gestisce il mercato.
I carabinieri hanno ricostruito che nel settore dell’ingrosso di frutta e ortaggi una delle titolari, incensurata, è coniugata con un uomo che è stato inquisito per tentato omicidio volontario, detenzione abusiva di armi, ricettazione e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Altra azienda ha due soci coinvolti nell’operazione Ionia Galatea e ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di auto rubate.
Un commerciante all’ingrosso è stato segnalato nel 2011 per favoreggiamento dello spaccio di sostanze stupefacenti. E ancora, una commerciante di ortaggi è coniugata con un uomo arrestato per usura nel 1997, il socio accomodante di una ditta che distribuisce frutta e ortaggi freschi è stato colpito da ordine di cattura emesso dalla Procura di Siracusa per associazione mafiosa ed estorsione in danno di prostitute, uno dei soci storici di un colosso dell’ortofrutta è stato arrestato in un’operazione con i Casalesi nell’operazione Trust della Dia di Napoli, ha poi venduto le quote e adesso opera come dipendente, un altro socio del settore surgelati risulta condannato per ricettazione.
Altro imprenditore del settore frutta fresca è stato arrestato nel 1987 per associazione a delinquere ed estorsione. C’è anche un socio accusato di violazione della legge sugli stupefacenti e favoreggiamento, oltre al padre della fidanzata del figlio del capomafia di Catania.
Il settore della pesca è il più caldo, qui spadroneggerebbero, secondo le verifiche dei carabinieri, gli uomini del clan dei Carcagnusi, guidato dal boss Nuccio Mazzei. Necessaria una parentesi. Secondo il pentito Santo La Causa, i Carcagnusi controllerebbero insieme ai Santapaola il mercato del pesce ottenendo una quota fissa su tutto il pesce venduto e in particolare su tonno e pesce spada, che a Catania ha uno dei prezzi più alti d’Italia. Risultano assegnatari dei box la sorella di due pregiudicati dei Carcagnusi, un affiliato coinvolto nell’operazione Nostromo, altro affiliato indagato per rissa, emissione di assegni a vuoto, frode in commercio e omicidio colposo. Sempre nel settore pesce fresco, altro imprenditore è stato inquisito nell’indagine Medusa per illecita concorrenza e associazione mafiosa come affiliato ai Mazzei; risulta assegnatario di box anche un altro affiliato dello stesso clan.
Altro titolare di concessione del mercato agroalimentare è accusato di favoreggiamento personale, rapina, armi, ricettazione, truffa, riciclaggio, associazione per delinquere e rissa.
Un commerciante di prodotti ittici freschi è stato arrestato per violazione della legge sulle armi e ricettazione. Continua a leggere sul mensile “S”
L’INTERVENTO DI EMANUELE ALBERTO ZAPPIA (PRESIDENTE DEL MAAS): “Senza scendere nel merito dei contenuti dell’articolo apparso oggi su Livesicilia, relativo al rapporto dei Ros su Maas, per conoscenza pare opportuno segnalarvi che la società di gestione ha già da tempo intrapreso un percorso “virtuoso” di collaborazione con tutte le Autorità competenti, al fine di garantire il totale rispetto della legalità all’interno della struttura. In tal senso si staglia innanzitutto la recente approvazione dei Regolamenti mercatali che disciplinano sia il Mercato Ortofrutticolo che il Mercato Ittico, già sottoposti al vaglio del prefetto di Catania. In particolare, i regolamenti adottati sono tesi ad evitare ogni e qualsivoglia trasferimento illegittimo nell’assegnazione degli spazi mercatali e ad evitare frodi commerciali.
Non solo. L’approvazione di detti regolamenti è finalizzata a garantire al meglio gli obiettivi di rispetto della legalità e della normativa antimafia. A tal fine sono previste numerose disposizioni che impongono il rispetto di tutte le regole in materia di tutela dell’ordine pubblico e di salvaguardia della struttura da ogni possibile infiltrazione di tipo mafioso. A titolo meramente esemplificativo, infatti, l’art. 25 del Regolamento del Mercato Ortofrutticolo e l’art. 30 del Regolamento del Mercato Ittico prevedono, per l’assegnazione dei box di vendita, la conformità alla normativa antimafia vigente. Il Regolamento Condominiale, all’art. 11, prevede invece che “gli operatori sono tenuti a comunicare annualmente e a consegnare al gestore i dati riguardanti la normativa antimafia dell’azienda che opera all’interno del M.A.A.S. nonché il casellario giudiziale del legale rappresentante e dei soci della stessa. E’ fatto salvo il diritto dell’Amministrazione del M.A.A.S., previa verifica dei requisiti derivanti dalla documentazione antimafia e di eventuali controdeduzioni scritte, di non concedere e/o di revocare la prevista autorizzazione alle aziende che operano all’interno del M.A.A.S.”.
In tale contesto si colloca anche la Convenzione che verrà stipulata con la C.C.I.A.A. di Catania, volta ad avviare forme di cooperazione tese ad evitare il fenomeno c.d. delle “aziende fantasma”. E ancora, numerose sono state le segnalazioni a tutte le Autorità competenti, relative a circostanze di fatto riscontrate all’interno della struttura”.

