Reddito di cittadinanza, su 1,290 milioni di richieste 290mila a rischio

Reddito di cittadinanza, su 1,290 milioni di richieste 290mila a rischio

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    Il reddito di cittadinanza è un provvedimento giustissimo per sostenere chi è in povertà e non ha requisiti per potere lavorare. Ma quando ieri sera a Piazza Pulita su La7 Corrado Formigli ha fatto vedere un servizio girato a Napoli dove un parcheggiatore abusivo ha candidamente detto al giornalista che lo intervistava che lui e la moglie erano fittiziamente separati per potere ottenere entrambi un reddito di cittadinanza di 1.000 euro ciascuno (quindi 2.000 euro mensili) vantandosi pure di non essere mai stato scoperto dall’Inps si saranno sicuramente arrabbiati tutti coloro che avranno fatto richiesta del reddito senza poterlo ottenere per qualche cavillo. E se il governo metterà mano alla riforma del reddito chi pur bisognoso se lo vedrà tagliare dovrà innanzitutto ringraziare questo parcheggiatore abusivo che i tanti altri furbi che lo hanno ottenuto raggirando lo stato.

    Chi pagherà per l’INPS??????

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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