PALERMO – Referendum, il No registra un vero e proprio boom a Palermo, conquistando il 68,93%. Si tratta di un dato che consegna ai contrari alla riforma ben 15 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Nel capoluogo una folla di militanti con bandiere del Pd, della Cgil, dell’Anpi e del Movimento 5 stelle e semplici cittadini sostenitori del No si è data appuntamento in piazza Politeama per festeggiare. Centinaia di persone si sono radunate con un rapido passaparola sui social nel cuore del capoluogo.
Palermo, il boom del No al referendum
Per il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, il No è “un chiaro avviso di sfratto all’amministrazione Lagalla. Questo non può che essere un dato prettamente politico, più che tecnico”.

Durante la campagna referendaria, Carolina Varchi, capogruppo in Commissione Giustizia di FdI, in un incontro con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro a Palermo, aveva lanciato un messaggio agli alleati: “Chi non c’è oggi non ci troverà al suo fianco domani”.
Secondo alcuni osservatori, il messaggio sarebbe stato rivolto proprio al sindaco Roberto Lagalla, ma dallo staff della parlamentare negano ogni riferimento.
Il primo cittadino, proprio in quei giorni, aveva firmato un appello per il Sì.
In ogni caso, il dato palermitano è destinato a far discutere. Hanno votato circa la metà degli aventi diritto, 243.130 persone, e il Sì ha conquistato poco più del 31%: 15 punti al di sotto della media italiana.
Morosini: “Viva la Costituzione”
“È la vittoria della ragione, dell’impegno, del cuore e del coraggio, una vittoria di tutti. Sembrava una partita persa, una partita impossibile, ma non abbiamo mollato e abbiamo incontrato le persone, perché la democrazia è parlare con le persone”. Lo ha detto il presidente del tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, intervenendo alla manifestazione organizzata per la vittoria del No al referendum sulla giustizia.
“Ora dobbiamo ringraziare tutti – ha proseguito -. Gli anziani, ovunque siamo andati, ci hanno sostenuto, ma non scordiamoci dei giovani. Dicono che i giovani sono distratti e lontani dalla politica. In questa battaglia sono stati determinanti, hanno mostrato che vogliono capire e nel momento decisivo erano lì, dalla parte giusta. Viva la Costituzione e viva la democrazia”, ha concluso.
Di Matteo: “La risposta è stata netta”
“L’altro giorno – ha commentato all’Ansa il magistrato Nino Di Matteo – ho chiuso un incontro a Palermo sostenendo che mi auguravo che l’arroganza di una politica che si voleva autoproteggere fosse seppellita da una vanga di no. Oggi non posso che esserne felice”.
“Sono sempre stato convinto – ha aggiunto Di Matteo – che il cittadino, quando è informato bene e quando si vuole informare, è capace di reagire ma soprattutto sono convinto che i giovani, con la loro partecipazione, ci porteranno fuori dalle patologie di un sistema che purtroppo negli ultimi anni e decenni ha dimostrato parecchie falle. La partecipazione popolare – ha concluso il magistrato – è stata assolutamente importante e la risposta è stata netta”.
Prc: “Cementare l’unità delle forze di sinistra”
“Palermo ha votato No grazie al lavoro dei partiti e dei comitati che si sono impegnati nella straordinaria campagna referendaria facendo emergere il valore della posta in gioco, ovvero lo straordinario portato della Costituzione italiana contro il tentativo delle destre di ritagliarsi uno spazio di impunità tentando di privare il potere giudiziario della propria indipendenza”. Lo dicono Ramon La Torre e Barbara Evola, cosegretari Rifondazione comunista Palermo.
“Adesso – aggiungono – occorre cementare l’unità delle forze politiche e sociali della sinistra per poter costruire il campo costituzionale e insieme l’alternativa anche a Palermo al fallimentare governo della destra del sindaco Roberto Lagalla, espressione del disegno eversivo del governo Meloni”.
Referendum, i dati di tutte le province siciliane.

