Le scorie del referendum su Palermo, Romano attacca Lagalla

Gli effetti del referendum su Palermo, nuova bordata di Romano a Lagalla

Gli effetti del referendum su Palermo, nuova bordata di Romano a Lagalla
Il coordinatore di Noi moderati attacca il sindaco del capoluogo siciliano

PALERMO – Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, scinde l’esito del referendum dal futuro politico del capoluogo siciliano e il leader di Noi moderati, Saverio Romano, mette in guardia gli alleati del centrodestra dalla ricandidatura dell’ex rettore a palazzo delle Aquile. Così le scorie del voto referendario sulla riforma della giustizia si trasformano in una contesa interna al centrodestra siciliano.

Dal referendum alle Amministrative

L’orizzonte è quello delle Amministrative 2027. Una scadenza che di colpo, dopo la debacle del ‘sì’, torna sulla scena nell’ambito di un fuoco di polemiche tutto interno al centrodestra. nella coalizione che governa Palermo, Catania e la Regione è scattata la caccia a chi non avrebbe profuso il massimo impegno per il voto sulla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni.

foto Referendum Salemi

“Non è opportuno sovrapporre il dato o l’appartenenza politica all’esito di un referendum, che resta innanzitutto una risposta dei cittadini a un quesito”, precisa Lagalla che invita ad accogliere “con rispetto” il giudizio espresso dai cittadini. A Palermo il ‘no’ ha ottenuto il 68,94%, secondo dato più alto tra i capoluoghi italiani, dietro a Napoli (75,49%).

Lagalla: “L’azione amministrativa prosegue”

Lagalla non arretra di un centimetro: “L’azione di governo deve proseguire con chiarezza, mantenendo una distinzione netta rispetto alla vicenda referendaria, e preparandosi con responsabilità alle prossime sfide, sia sul piano amministrativo sia in vista degli appuntamenti elettorali futuri”.

Romano, però, va giù duro. “Se il centrodestra pensasse di ricandidare il professore Roberto Lagalla, attuale sindaco, bisognerebbe trovare uno psicologo, ‘uno bravo’ a lavorare su psicoanalisi di gruppo e in questo caso di coalizione”, afferma il coordinatore di Noi moderati che da tempo ha rotto con il sindaco di Palermo. L’ultima uscita contro Palazzo delle Aquile risaliva all’agosto del 2025: “Lagalla ricorda l’ultimo Orlando, per questo ha fallito”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI