PALERMO – Si è conclusa la Commissione salute all’Ars, alla quale hanno preso parte anche l’assessore alla Salute, Daniela Faraoni e Salvatore Iacolino, dirigente generale del dipartimento per la pianificazione strategica.
La nuova bozza della rete ospedaliera
La nuova bozza della rete ospedaliera è stata sul tavolo della commissione dove si è discusso, rispetto alla versione di luglio, delle esigenze dei territori rispetto riguardo agli ospedali dell’Isola. Rispetto ad alcune criticità, la commissione, presieduta da Giuseppe Laccoto, ascolterà in audizione nei prossimi giorni i direttori generali in particolare sui drg in fuga, sui pronto soccorso e sulle liste d’attesa.
Laccoto: “Tempi stretti”
“I tempi sono molto stretti – afferma Laccoto – dopo questo lavoro in commissione il governo regionale dovra’ approvare la bozza del piano, che tornerà quindi in commissione per il parere per poi ritornare in giunta per l’approvazione definitiva entro fine mese. Tutti i presidi ospedalieri sono stati mantenuti, la commissione condivide la filosofia del governo regionale rispetto alla posizione assunta in merito ad alcune indicazioni fornite da Roma. L’obiettivo del governo Schifani è uscire dal piano di rientro della sanità entro il 31 dicembre del 2026 con l’aumento dei posti letto”.
Pace (Dc): “Si prosegua con l’esame del documento”
“Alcuni componenti della Commissione, anche della maggioranza, hanno chiesto di fare alcune audizioni, tra sindacati e dirigenti territoriali – sottolinea Carmelo Pace della Dc, componente dell’organismo legislativo – noi siamo dell’opinione di andare avanti. Non possiamo ripartire da capo. Adesso la giunta dovrà fare il decreto, insieme all’assessore, poi lo rimanderà in commissione per l’esame ed il parere ufficiale e poi andrà in giunta per la delibera”.
“Il Piano è pronto”
“Il piano è pronto – ha detto Faraoni -. Adesso inizia il percorso formale. Si va spediti. Abbiamo avuto una interlocuzione prolungata, sul tema, in sesta a commissione all’Ars. Erano già stati incontrati tutti i direttori generali delle aziende. Io ho incontrato tutti i sindaci della regione, perché loro hanno una grande responsabilità e molto spesso le problematiche delle comunità sono vissute proprio da loro, in prima linea”.
“E’ una rete che ha una sua dinamica organizzativa – ha proseguito l’assessore – che non è disgiunta dal resto delle altre azioni. Ossia, garantire i presidi di prossimità, che certa parte della politica vede come elemento di distrazione di risorse che non producono bene. Noi invece riteniamo che, insieme alle case di comunità e agli ospedali di comunità, siano importanti. Li abbiamo standardizzati tutti e questi ospedali di prossimità hanno tutti uno stesso format, che prevede la possibilità di poter erogare una serie di servizi in regime di tutela, come la gastroenterologia o l’oncologia, giusto per fare qualche esempio. Perché certe terapie devono essere erogate più vicino possibile ai pazienti. E’ una visione articolata, dove gli ospedali di primo e secondo livello devono essere riservati alle attività più complesse e solo a quelle, in modo tale da evitare le fughe all’estero”.
Sul tema dei posti letto infine l’assessore ha sottolineato che “ci confronteremo con i ministeri competenti, visto che vige il piano di rientro, perché noi dobbiamo sottoporre le nostre scelte”.

