Rete sanitaria pronta, ma è già caos | Assunzioni ferme in attesa di Roma - Live Sicilia

Rete sanitaria pronta, ma è già caos | Assunzioni ferme in attesa di Roma

L'assessore Lantieri: “Non si tocchi l'ospedale di Piazza Armerina”. Piano definito la prossima settimana.

Gli ospedali siciliani
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PALERMO – La nuova rete ospedaliera è pronta. O quasi. La prossima settimana approderà in commissione Salute, verrà sottoposta alla conferenza dei sindaci e verrà discussa con medici e sindacati. Ma cosa contenga, è ancora un segreto. O un mistero.

Il “caso” di Piazza Armerina

La questione, però, è già esplosa all’interno della giunta di Crocetta. L’assessore alla Funzione pubblica, Luisa Lantieri ha infatti “avvisato” il collega Baldo Gucciardi: “Non tocchi il pronto soccorso di Piazza Armerina e Leonforte”. È solo, questo, uno dei “teatri” della guerra degli ospedali. “Ma quel pronto soccorso non verrà chiuso”, replica a Livesicilia l’assessore alla Salute. “Mi sono schierata – spiega la Lantieri – al fianco dei sindaci che hanno protestato contro la chiusura dei presidi della provincia ennese, perché oltre a essere un assessore, sono una cittadina e intendo difendere il mio territorio. Quella zona è povera dal punto di vista infrastrutturale ed Enna è difficilmente raggiungibile. Non possiamo privare il territorio di queste strutture. Anche perché – aggiunge – Piazza Armerina è una città tutelata dall’Unesco e accoglie 400 mila visitatori l’anno, è sede di un carcere e di tante scuole. Non venga negato a quei cittadini il diritto alla salute”.

In attesa di due risposte da Roma

Insomma, la Rete ufficialmente non c’è ancora. Ma è già polemica. Nel frattempo, la Sanità siciliana è “sospesa”. In attesa di una risposta romana. Anzi, di una “duplice” risposta. Perché se la rete ospedaliera seguirà, dopo le polemiche emerse in seguito alla diffusione di una prima “versione” inviata al ministero della Sanità, il cammino che la giunta si è imposto, ossia il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti, c’è anche un altro nodo da sciogliere. Ed è quello della cosiddetta “emergenza”: si tratta di alcune specialità attualmente senza personale sufficiente: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, molti dei quali in attesa da anni del via libera all’assunzione, visto che, pur essendo i vincitori di concorso sono rimasti “congelati” in graduatoria a causa dell’entrata in vigore del decreto Balduzzi che ha bloccato le stabilizzazioni.

Le assunzioni della rete dell’emergenza

In quest’ultimo caso, bisogna far presto: quelle graduatorie scadranno il 31 gennaio prossimo. E quei lavoratori vedrebbero sfumare la possibilità dell’assunzione. “Attendo paziente”, commenta Gucciardi, facendo riferimento appunto a una delle risposte romane. In particolare, del Ministero dell’Economia e delle Finanze: è questo che dovrà dare il via libera eventualmente a questa prima tranche di assunzioni, che non passeranno attraverso nuovi concorsi. “Potrebbero essere assunti domattina – conferma Gucciardi – ma se non abbiamo il via libera, possiamo fare poco”. Nemmeno assicurare che quelle graduatorie non vadano in scadenza. “Posso solo dire – precisa l’assessore – che il governo nazionale è coinvolto ai massimi livelli. Io ho illustrato la situazione, dati alla mano. Adesso, come dicevo, attendo”. Un “sì” che potrebbe, intanto, sbloccare tra le 1.500 e le duemila assunzioni, stando ai calcoli dell’assessorato.

I concorsi? In alto mare

Le restanti tremila, annunciate dal governo Crocetta, dovrebbero invece passare attraverso mobilità e concorsi, appunto. Ma solo dopo l’approvazione della rete ospedaliera da parte, stavolta, anche del Ministero della Sanità. Ma in questo caso, il cammino è più lungo. Come detto, stando alle indiscrezioni che filtrano dai palazzi, la Rete dovrebbe essere definita per la metà della prossima settimana. A quel punto dovrà andare in Commissione salute per un parere obbligatorio ma non vincolante, poi dovrà essere sottoposta alla Conferenza dei sindaci, quindi a sindacati, manager e medici. Poi dovrà essere inviata al Ministero. Se arrivasse il via libera, questo dovrà tradursi anche nella nuova modifica delle piante organiche delle aziende. Insomma, i concorsi nono sono proprio dietro l’angolo. E adesso la tensione è alta.

La protesta dei lavoratori

“Il tempo dell’attesa – la denuncia dei sindacati Cimo e Fesmed – è finito. I medici e tutti gli operatori della Sanità siciliana hanno esaurito la pazienza. Da tre anni si attende che la Regione Sicilia partorisca la nuova Rete Ospedaliera ma, a parte i proclami mediatici dell’Assessore Gucciardi, non si hanno più notizie da settimane e tutto ciò è insopportabile. I Co.Co.Pro sono già scaduti e il 31 dicembre 2016 scadranno anche i contratti a tempo determinato e le graduatorie concorsuali bloccate da anni. E resterà così bloccata anche la mobilità, ennesimo smacco – aggiungono – per chi attende da anni. E a quel punto cosa succederà? Gli ospedali siciliani sono già in affanno e senza l’apporto di tutto il personale precario verranno letteralmente messi in ginocchio”. I lavoratori e le sigle manifesteranno venerdì di fronte all’assessorato alla Salute.

Gucciardi: “Attendo pazientemente”

“Oggi di sicuro c’è – spiega Gucciardi – che abbiamo 9.400 posti vacanti nella Sanità siciliana. E che non chiediamo un euro allo Stato. Attualmente spendiamo cento milioni in più del dovuto per contratti a tempo determinato: ma i direttori non hanno scelta, non possono assumersi la responsabilità di chiudere interi reparti. Io sto andando avanti, la Rete è praticamente pronta e presto la discuteremo con gli altri. Per il resto attendiamo, pazientemente”. Un via libera, anzi due, da Roma.


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