Sicilia, il rimpasto: Fratelli d'Italia vuole l'assessorato alla Sanità

La partita del rimpasto, Fratelli d’Italia fa rotta sulla Sanità

I tre filoni della trattativa per la nuova Giunta

PALERMO – L’obiettivo a breve termine è la sostituzione degli assessori Dc ma scattare la foto della nuova Giunta Schifani, datata 2026, potrebbe essere esercizio più complicato del previsto. Almeno tre i filoni che alimentano indiscrezioni e retroscena su un passaggio, il tagliando della squadra di governo, che era da tempo stato fissato per il nuovo anno e che ruota attorno ad un assessorato chiave come quello della Sanità, ora nel mirino di Fratelli d’Italia.

Il rimpasto di governo e il nodo Sanità

Se nessuna sorpresa può rappresentare la tempistica, più di una novità potrebbe arrivare dalle modalità con le quali si giungerà alle modifiche della Giunta. L’intenzione di Schifani è quella di partire con una sostituzione chirurgica delle due caselle un tempo assegnate alla Dc ma le spinte che arrivano dagli alleati potrebbero portare a cambiamenti più pesanti con un “rimpasto”, appunto, delle deleghe. L’argomento interessa in primis ai meloniani, che puntano a dire la loro sull’assessorato di piazza Ottavio Ziino.

La carta Turismo per Fratelli d’Italia

FdI fa più di un pensierino anche all’Agricoltura ma il progetto in questo caso è di attuazione decisamente più difficile. Quest’ultimo assessorato, infatti, è ben saldo nelle mani del leghista Luca Sammartino. Le decisioni dei meloniani sulla Giunta, ad ogni modo, saranno inevitabilmente influenzate dall’esito dell’udienza preliminare che riguarda l’assessora al Turismo Elvira Amata. L’appuntamento è per il 13 gennaio: in caso di rinvio a giudizio per corruzione Amata dovrà lasciare l’assessorato di via Notarbartolo.

assessora Amata
Elvira Amata

Una situazione di incertezza analoga a quella del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, la cui udienza preliminare è fissata per il 21 gennaio. Anche in questo caso, come confermano autorevoli fonti di partito, davanti ad un processo per fatti gravi, da via della Scrofa arriverebbe l’input ad intraprendere la strada delle dimissioni dalla presidenza dell’Ars. A quel punto si aprirebbe l’ipotesi di una elezione dell’attuale capogruppo FdI Giorgio Assenza allo scranno più alto di Sala d’Ercole. Situazione diversa, invece, se dovessero restare in piedi soltanto le accuse minori sull’utilizzo dell’auto blu. In quel caso nulla cambierebbe in Torre Pisana.

Per quanto riguarda l’assessorato al Turismo il nome in pole è quello della senatrice messinese Carmela Bucalo, che trasferendosi in Sicilia libererebbe il posto a Palazzo Madama per l’attuale assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato. Una staffetta che però non è scontata, perché FdI potrebbe decidere di giocare la carta dell’assessorato al Turismo proprio come contropartita per chiedere una delega pesante come quella della Sanità. Tutto da verificare, infatti, anche lo scenario che vorrebbe l’attuale assessora al Bilancio del Comune di Palermo, Brigida Alaimo, vicinissima alla deputata Carolina Varchi, come sostituto di Scarpinato ai Beni culturali: anche in quel caso i nomi in corsa sono diversi.

FdI punta alla Sanità

La Sanità è l’obiettivo grosso del partito di Giorgia Meloni, che in passato è andato anche in rotta con Schifani sulle scelte di piazza Ottavio Ziino e, in particolare, sul nome del superdirigente esterno del dipartimento Pianificazione strategica Salvatore Iacolino. Oggi i rapporti tra FdI, guidata in Sicilia da Luca Sbardella, e il presidente della Regione sono buoni e Iacolino è ancora al suo posto. In questo quadro di ritrovata serenità, quindi, i meloniani sono pronti a chiedere un rimescolamento delle carte per puntare alla poltrona più importante.

assessorato Salute
L’assessorato regionale alla Salute

Il pressing di Forza Italia

Sulla Sanità si apre però il secondo dei tre filoni sui quali si sviluppano le dinamiche del rimpasto di Giunta: quello che riguarda il pressing dei deputati di Forza Italia per ottenere un proprio rappresentante nella squadra di governo. Da tempo i parlamentari azzurri di Palazzo dei Normanni chiedono un riconoscimento e le mire sono soprattutto sulla poltrona occupata al momento da Daniela Faraoni. Palazzo d’Orleans la considera un tecnico d’area FI ma molti deputati evidenziano la vicinanza dell’attuale assessora con la Lega. Il nodo non sarà di facile scioglimento, mentre il nome ‘politico’ più ricorrente in tra gli azzurri per la sostituzione di Faraoni è quello della deputata Bernardette Grasso.

La casella della Salute viene considerata centrale da Schifani. Un livello massimo di attenzione confermato dagli ultimi sviluppi sul caso delle code al Pronto soccorso dell’ospedale palermitano di Villa Sofia. Di certo c’è che se dovessero arrivare dei eventuali cambiamenti questi saranno concordati con FdI, altro azionista di maggioranza del governo insieme con Forza Italia.

La casella dell’Economia

L’altro assessorato ‘tecnico’ in ballo è quello dell’Economia ma in questo caso la posizione di Alessandro Dagnino appare più salda. Già all’indomani dell’approvazione della Finanziaria circolavano rumors su un cambio imminente ma l’attuale assessore al Bilancio, regista con Schifani dell’asse portante della manovra approvata dall’Ars, alla fine dovrebbe restare al suo posto, almeno fino alle prossime variazioni di bilancio. All’orizzonte c’è la Parifica sui bilanci passati da parte della Corte dei conti e più in là si aprirà il cantiere sulle modalità di spesa del primo grande avanzo di amministrazione della Regione: oltre due miliardi di euro. Schifani non sembra intenzionato a privarsi per il momento di una figura come Dagnino, che tra l’altro è in buoni rapporti con la magistratura contabile.

assessorato all'Economia
L’assessorato all’Economia

Autonomie locali e Famiglia, gli ex assessorati Dc

Gli unici due assessorati liberi fin da subito sono quelli che un tempo erano sotto le insegne della Dc: Autonomie locali e Famiglia, terza tessera del puzzle. Su almeno una delle due deleghe si registra l’interesse di Grande Sicilia-Mpa. Dopo la sentenza che ha riportato all’Ars Santo Primavera, i lombardiani possono contare su cinque deputati: il numero consente a Raffaele Lombardo di rivendicare un secondo assessorato. Sulla vicenda potrebbe pesare però la mancata partecipazione degli autonomisti al voto finale sulla Finanziaria, episodio minimizzato dagli stessi protagonisti. Il Mpa, del resto, in manovra ha ottenuto diversi sì alle norme proposte.

Nei radar del partito di Lombardo c’è l’assessorato alle Autonomie locali. A quel punto la delega alla Famiglia potrebbe finire a Forza Italia, dove da tempo scalpita il deputato nisseno Michele Mancuso. Gli equilibri di Giunta, però, incrociano la strada del congresso regionale di Forza Italia e non è escluso che alla fine la strada per raggiungere la pax interna agli azzurri non passi anche dalle scelte sulla Giunta.

Metamorfosi Dc, derby Abbate-Messina

La partita sui due assessorati viene giocata però anche dal gruppo parlamentare della Dc, che vorrebbe rientrare in possesso di almeno una delle due deleghe. Schifani, però, considera “irreversibile” l’esclusione del partito ri-fondato da Cuffaro e investito da una pesante inchiesta giudiziaria. Nelle file dei democristiani c’è quindi chi spinge per l’ingresso nell’Udc del coordinatore regionale Decio Terrana. Tra questi proprio l’ex assessore agli Enti locali, Andrea Messina, Serafina Marchetta, moglie di Terrana, e Ignazio Abbate. Il tentativo è quello di riottenere il posto in Giunta sotto le insegne del partito di Lorenzo Cesa. Se l’operazione andrà a buon fine sarà derby tra Abbate e Messina per l’assessorato.

Dall’altra parte c’è chi, come il capogruppo Carmelo Pace, guarda più all’accordo parlamentare con Cateno De Luca in chiave elezioni regionali 2027. I sei deputati Dc tentano di trovare una linea comune e rimanere uniti nonostante le sirene che arrivano degli altri partiti, denunciate dallo stesso Pace in una intervista a LiveSicilia. Il gruppo si riunirà la prossima settimana.

Gli addii al partito di Cuffaro

Per i reduci del partito di Cuffaro è il momento più difficile. Pochi giorni fa l’addio del presidente provinciale di Palermo: il bagherese Maurizio Lo Galbo, approdato all’Udc. Per lui  doppio incarico: responsabile regionale per la formazione e la verifica delle liste elettorali e responsabile agli enti locali per la provincia di Palermo. Poco dopo l’addio anche di Giuliano Settimo, che ha rassegnato le dimissioni da segretario regionale Dc Giovani, carica che ricopriva dal novembre 2024. Pezzi di un partito un tempo in forte ascesa e che ora, fuori dalla Giunta, prova a salvare almeno una parte del patrimonio di oltre 121mila voti ottenuto alle Regionali 2022.


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